Quali sono le regole del risparmio che mi hanno aiutato di più

Il risparmio è una variabile fondamentale di quello che in un precedente articolo abbiamo chiamato ciclo EPSI (earn – plan – save – invest). La terza variabile, la parte di risparmio, è quella che ci consente di mettere da parte una somma da destinare agli investimenti ed è attuabile applicando delle ben studiate regole di risparmio.

Esistono molti testi di guru e pseudo-guru finanziari che danno consigli su come aumentare il proprio risparmio. La stragrande maggioranza di essi sono un po’ in contraddizione con quanto consigliato dagli economisti, come evidenziato da James Choi, professore di finanza alla Yale University, in uno studio pubblicato a settembre 2022. Potete trovare lo studio a questo link (da guest potete scaricare 3 pdf all’anno).

Se volete risparmiare il click e la conseguente lettura di una ventina di pagina e vi è sufficiente un sunto di quanto illustrato nel paper, potete leggere il prossimo paragrafo, altrimenti potete leggervi in autonomia il paper linkato e poi passare alle regole di risparmio che mi hanno aiutato maggiormente.

Risparmio accademico contro risparmio reale

POPULAR PERSONAL FINANCIAL ADVICE VERSUS THE PROFESSORS (J. CHOI)

La critica mossa dal professor Choi è che i consigli di finanza personale dei guru hanno una platea molto più ampia e un successo incredibilmente maggiore rispetto a quanto condiviso da chi studia effettivamente la teoria economica e la prima scuola di pensiero è spesso in contraddizione con la seconda. Lo studio quindi ha preso in analisi circa 50 best seller di finanza personale, tra cui Rich Dad Poor Dad di Robert Kiyosaki (32 milioni di copie dal 1997) oppure Total Money Makeover di Dave Ramsey (1.5 milioni di copie dal 2013), ed ha confrontato i consigli contenuti all’interno di quei testi con quanto espresso dagli economisti.

Un riepilogo del paper

ArgomentoConsiglio popolariConsigli Accademici
RisparmiAccantona 10/15% del reddito indipendentemente dall’età e dalle circostanze della vita lavorativa
Dividi i risparmi in conti mentali (o virtuali) dedicati a diversi obiettivi
Consuma in maniera regolare nel tempo, risparmiando poco da giovane e aumentando all’avanzare dell’età
Tutta la ricchezza è fungibile
Quota di patrimonio netto da destinare al portafoglioDetenere denaro disponibile a breve interamente in contanti
Il denaro non speso a breve termine può essere investito in azioni
La quota di capitale dovrebbe essere in “funzione concava” rispetto all’età
Investire denaro che finanzierà il consumo a breve termine in modo più prudente rispetto al denaro che finanzierà il consumo futuro
La quota di capitale dovrebbe essere in “funzione concava” rispetto all’età
La quota azionaria dovrebbe dipendere dalla velocità con cui diminuisce l’utilità marginale
DividendiDividendi elevati sono interessantiDividendi elevati NON sono interessanti
EquityAzioni value e small stock sono sempre interessantiAzioni value e small stock sono interessanti in base al contesto
Diversificazione internazionaleDetenere titoli internazionali, ma in misura minore che in proporzione al peso della loro capitalizzazione di mercato globaleDetenere titoli internazionali in proporzione al peso della loro capitalizzazione di mercato globale
Gestione attiva di fondi comuniInvestire in fondi indicizzati passiviInvestire in fondi indicizzati passivi
Rimborsi del debito non ipotecarioPriorità al pagamento del debito più alto per interessi o più basso per importo
Co-detenzione di attività di debito a basso interesse ed alto interesse è interessante
Priorità al pagamento dell’interesse più alto
Non co-detenere attività di debito a basso interesse ed alto interesse
Scelte ipotecarieScegli sempre un mutuo a tasso fissoScegli un mutuo a tasso variabile a meno che i tassi non siano particolarmente bassi

La mia visione del risparmio (quello che funziona per me)

Non voglio sembrare borioso, ma secondo me entrambi gli approcci hanno delle lacune e procedo subito a spiegarvi perchè.
L’approccio di chi scrive libri motivazionali e di risparmio non è quello di farvi arricchire, ma è quello di arricchirsi, quindi il loro primo obiettivo non è consigliarvi ma vendere libri. E il modo migliore di vendere è sentirsi dire quello che vogliamo ascoltare. In soldoni, tendono a semplificare eccessivamente alcuni processi per vendere più copie.

Di contro, anche la teoria economica ha una falla secondo il mio modesto punto di vista, ossia parte dall’assunto di base che l’uomo è una macchina completamente razionale e che farà scelte atte a massimizzare il proprio profitto minimizzando i rischi (non conosco nessuno che prima di ogni scelta costruisce un modello di frontiera efficiente e se anche esistesse siamo sicuri che quella scelta sarà poi la migliore possibile in futuro?).

Il mio consiglio quindi è di cercare quello che funziona per voi e non quello che funziona per il genere umano, perché volenti o nolenti siamo animali irrazionali che abitano una realtà caotica ed applicare teorie che partono da assunti di completa razionalità potenzialmente limita scelte che potrebbero rivelarsi vincenti.
Di seguito quindi vi illustrerò alcune regole di risparmio che funzionano bene per me, sperando che anche le abbiate trovate o le troverete.

Regole del risparmio #1: paga prima te stesso

Sembrerà una regola da pseudo guru di finanza spicciola, ma ogni volta che percepite una somma di denaro di qualunque entità essa sia, destinate subito una parte al risparmio. Questa regola mi ha aiutato in più di una occasione a ridimensionare l’euforia del momento quando ricevete una somma extra e ad evitare spese completamente inutili. Ne beneficerete in futuro.

Regole del risparmio #2: 50/30/20

La regola del 50/30/20, ideata dalla senatrice americana Elizabeth Warren, docente di Harvard, è quanto di più semplice ed efficace possa esistere per gestire delle entrate di denaro periodiche.
Questa regola è complementare alla precedente e con entrambe avete già un approccio alla gestione del denaro senza complicazioni. La regola prevede che ogni somma di denaro ricevuta a cadenza periodica venga divisa in questo modo: 50% in spese relative a necessità personali (affitto, mutuo, scuola dei figli, alimenti, bollette), il 30% in spese relative a svago e tempo libero e il restante 20% per il vostro futuro e per gli obiettivi che vi siete prefissati (che dovrà essere subito accantonato secondo la prima regola).

La regola prevede inoltre che preleviate eventuali somme per il pagamento di debiti di grossa entità unicamente dalla quota del 20% ma il mio consiglio è quello invece di fare una suddivisione con le altre quote, ove possibile.

Il 30% in spese relative a svago e necessità personali è quanto di più intelligente ci possa essere. Questo tipo approccio viene applicato in molti altri ambiti tra cui la nutrizione. Questo perché la caratteristica fondamentale di una dieta che funziona e più in generale di una gestione di un processo che funziona (e che deve funzionare nel tempo affinché sia remunerativo), è che quel processo sia costante nel tempo. Uno sgarro nella dieta, una quota di stipendio “investita” in attività che ci fanno stare bene, sazia l’anima e ci fa essere più soddisfatti delle nostre scelte. Come già detto, siamo animali irrazionali.

Regole del risparmio #3: il 33%

Questa regola è simile alla precedente ma riguarda eventuali somme extra. Ogni volta percepite un bonus oppure ottenete eventuali somme extra, tali somme devono essere gestite in maniera intelligente, evitando quindi di sperperarle inutilmente ma al tempo stesso godendosene una parte. Per far ciò ho trovato conveniente applicare questa regola che suggerisce di dividere tali somme come segue:

  • 1/3 previdenza: la prima parte della somma dovrebbe essere investita a lungo termine per integrare la propria pensione;
  • 1/3 raggiungimento di obiettivi a medio-lungo termine: la seconda parte dovrebbe essere investita per il raggiungimento degli obiettivi che ci siamo prefissati da pianificazione finanziaria;
  • 1/3 svago: l’ultima parte dovrebbe essere utilizzata per svagarsi, fare acquisti, regali, ecc.

Regole del risparmio #4: mantieni sul conto corrente liquidità pari a N volte il tuo stipendio

E’ una regola che probabilmente avrete già letto da altre parti. C’è chi consiglia 3 volte il proprio stipendio, chi 6, chi 12. Secondo me la quota da mantenere in liquidità è variabile e dipende principalmente da due fattori: entità del vostro stipendio e vulnerabilità allo stress.

Per quanto riguarda la prima variabile, c’è poco da spiegare. Questa riserva di sicurezza è destinata a far da cuscinetto ad eventi eccezionali (i cosiddetti cigni neri di Taleb) che non possiamo prevedere. Tuttavia nella stragrande maggioranza dei casi, l’evento negativo potrà richiedere un esborso economico che non è proporzionale con i nostri guadagni (pensate se dovete cambiare auto, lo stesso modello costerà lo stesso importo sia che percepiate entrate per 1000 euro che per 10000).

Di conseguenza, l’unico modo per “ammorbidire” il cuscinetto per chi ha uno stipendio più basso è quello di avere una liquidità che è almeno 8/10 fino a 12 volte il proprio stipendio. Per chi ha uno stipendio più importante, potrà limitarsi invece ad avere una quota pari a 4/6 volte il proprio stipendio.

L’altra variabile è, invece, la vulnerabilità allo stress. Chi è a suo agio con 12 mensilità perché si sente più sicuro è bene che lo faccia. Non dormire la notte per la paura di aver accantonato troppo poco per le emergenze è peggio che aver perso l’opportunità di investire nel proprio portafoglio 5000 euro in più.

Regole del risparmio #5: se non puoi comprarlo 2 volte allora non te lo puoi permettere

Questa regola consente di ridimensionare ciò che ci possiamo permettere e consente di azzerare il ricorso all’indebitamento. Non siamo dipendenti dal debito come i cittadini americani, che stipulano i loro primi finanziamenti per andare al college e finiscono per lavorare una vita con lo scopo di pagare ciò per cui si sono indebitati da giovani. Tuttavia la nostra società ci spinge sempre di più a ricorrere a prestiti, leasing, mutui, noleggi o altro.

Se è vero che l’investimento consente di traslare nel futuro la nostra ricchezza, l’indebitamento trasla nel futuro i nostri costi.

Questo ha un doppio effetto negativo: il primo riguarda il fatto che il debito ha un costo e quel costo è espresso dal tasso di interesse che fa sì che avrete un’uscita di denaro futura più alta rispetto ad acquistare quel bene oggi.

Il secondo è un effetto puramente psicologico. Il ricorso al debito non fa variare subito la vostra liquidità. Non avete uscita di denaro, non c’è percezione di un pagamento e quell’acquisto sembrerà quasi un regalo nel momento in cui sottoscrivete il prestito. Questo effetto è il perfetto opposto di ciò che vi serve per diventare investitori consapevoli.

Regole del risparmio #6: rifletti 24h prima di acquistare qualcosa

E’ chiaro che stiamo parlando di acquisti importanti e non di piccole uscite di denaro. La domanda che dovete porvi è se ciò che volete acquistare vi serve davvero. Se la risposta è no, lo state acquistando per altre ragioni diverse dal fatto che quell’oggetto vi serva realmente.

Credo che tutti abbiamo acquistato mossi dall’impulso e non dal bisogno. 24 ore per pensarci sono tutto ciò che vi serve.

Regole del risparmio #7: investi sulla formazione personale

Sembra un controsenso, ma tutto ciò che ha come obiettivo quello di arricchirci come persona, consente di sviluppare potenzialmente una maggiore capacità di guadagno e, di riflesso, di risparmio.

Investire sulla formazione significa partecipare a corsi di formazione, ottenere certificazioni, leggere libri e fare esperienze, specialmente all’estero.

Migliorare se stessi attraverso una continua e costante crescita di competenze, idee e altro vi aprirà nuove porte e con esse nuovi guadagni.

Regole del risparmio #8: spegni la tv

Non sono drastico, mi piace passare del tempo in famiglia a guardare l’ultima stagione di Peaky Blinders o di Better Call Saul. Ma seguire i notiziari e farsi bombardare ogni giorno da informazioni su cui non avete alcun tipo di controllo è deleterio per voi e, di riflesso, per le vostre tasche.

Un risparmiatore, e di conseguenza un investitore, sottoposto a livelli di stress più alti compirà senza ombra di dubbio scelte più avventate.

Regole del risparmio #9: l’importanza del qui ed ora

Non chiedo che recitiate l’OM, che facciate una cura con le campane tibetane oppure che passiate 4 ore con le gambe incrociate a svuotare la mente. Dovete semplicemente essere presenti nel presente, nell’unico istante che conta davvero. Non perdetevi in inutili viaggi mentali, in sogni ad occhi aperti, non rivangate il passato, non dite a voi stessi ‘ah se avessi fatto quella scelta mesi fa’.

Se avete avuto la brillante idea di guardare Last Dance su Netflix (e se non l’avete fatto, vogliatevi bene e fatelo), c’è un passaggio molto interessante in cui alcuni membri dello staff dei Bulls del ’98 dicono che il più grande pregio di Michael Jordan era quello di essere costantemente presente. Non sognava mai ad occhi aperti, non era mai sovrappensiero o sulle nuvole, era sempre qui, nel presente, nel momento attuale.

Se volete approfondire l’argomento c’è un bellissimo libro scritto dall’universalmente considerato padre della mindfulness, Jon Kabat-Zinn, Dovunque tu vada, ci sei già.

Conclusioni

Queste appena enunciate sono le regole di risparmio che sto applicando e alle quali sono arrivato per esclusione. Esistono decine di regole che potete trovate in giro per la rete che vi consigliano come aumentare il proprio risparmio e vi aiutano a farlo con più consapevolezza.

Il mio consiglio è quello di non fermarsi, di provare fino a che non trovate ciò che vi calza a pennello. E anche lì, continuate a provare perché potrebbe essere che in futuro qualche altro approccio al risparmio si riveli migliore di quello attuale.

Buon risparmio e grazie per la lettura.

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