Come Gestire l’Asset Allocation: Guida Pratica

Gestire l’asset allocation significa saper manutenere le percentuali destinate alle diverse asset class che compongono il tuo portafoglio. È una delle attività più importanti per chi investe nel lungo termine, ma spesso viene sottovalutata o fatta in modo errato.

Se hai costruito un portafoglio con il 60% in azioni e il 40% in obbligazioni, dopo un anno quella ripartizione sarà sicuramente cambiata. I mercati si muovono ogni giorno e una delle due asset class avrà performato meglio dell’altra, spostando automaticamente i pesi del tuo portafoglio.

In questo articolo ti spiego cos’è l’asset allocation, perché è importante gestirla correttamente e quali sono le strategie pratiche per mantenerla nel tempo senza stress.

Cos’è l’asset allocation

L’asset allocation è la ripartizione percentuale del tuo capitale tra diverse categorie di investimento (asset class). Le principali sono:

Azionario: azioni di aziende quotate in borsa. Rendimento potenziale alto, ma volatilità elevata.
Obbligazionario: titoli di debito emessi da stati o aziende. Rendimento più contenuto, volatilità più bassa.
Liquidità: contanti o strumenti equivalenti. Volatilità zero, rendimento minimo.
Commodities: materie prime come oro, petrolio, grano. Decorrelate da azioni e obbligazioni.
Real Estate: immobili o fondi immobiliari. Protezione dall’inflazione.

Un esempio classico è il portafoglio 60/40: 60% azionario globale e 40% obbligazionario globale. Questa ripartizione rappresenta un buon equilibrio tra crescita del capitale (grazie alle azioni) e stabilità (grazie alle obbligazioni).

La scelta della tua asset allocation dipende da tre fattori principali:

Orizzonte temporale: più anni hai davanti, più puoi permetterti di essere aggressivo con le azioni.
Tolleranza al rischio: quanto sei disposto a vedere scendere il tuo portafoglio senza farti prendere dal panico?
Obiettivi finanziari: stai investendo per la pensione tra 30 anni o per un anticipo casa tra 5 anni?

Regola empirica: la percentuale massima di azionario in portafoglio dovrebbe essere circa il doppio della perdita massima che sei disposto ad accettare. Se puoi tollerare al massimo un -25%, allora dovresti avere circa il 50% in azioni.

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Perché l’asset allocation cambia nel tempo

Supponiamo che a gennaio 2023 tu abbia investito 10.000€ con questa ripartizione:

  • 6.000€ in azioni globali (60%)
  • 4.000€ in obbligazioni globali (40%)

Dopo un anno, le azioni sono cresciute del 15% e le obbligazioni sono rimaste piatte. Ecco cosa succede al tuo portafoglio:

  • Azioni: 6.000€ + 15% = 6.900€
  • Obbligazioni: 4.000€ + 0% = 4.000€
  • Totale: 10.900€

Nuova ripartizione:

  • Azioni: 6.900€ / 10.900€ = 63,3%
  • Obbligazioni: 4.000€ / 10.900€ = 36,7%

Il tuo portafoglio non è più 60/40, ma è diventato 63/37. Questo fenomeno si chiama drift (deriva) dell’asset allocation.

Più passa il tempo senza intervenire, più il portafoglio si sposta verso l’asset class che performa meglio. Nel lungo termine, questo significa che un portafoglio 60/40 tende a diventare sempre più azionario, perché storicamente le azioni crescono più delle obbligazioni.

Il problema? Se avevi scelto 60/40 perché potevi tollerare un drawdown massimo del 30%, ora con il 63% di azioni sei esposto a ribassi potenziali del 31-32%. Stai correndo più rischio di quanto avessi pianificato.

👉 L’importanza di una corretta pianificazione finanziaria

Come funziona il ribilanciamento

Il ribilanciamento è l’azione di riportare il portafoglio alla ripartizione originale. Ci sono due modi per farlo:

  • Vendere e comprare: vendi parte dell’asset class cresciuta troppo (azioni) e compri quella rimasta indietro (obbligazioni).
  • Nuovi versamenti: se fai un piano di accumulo, versa i nuovi soldi solo sull’asset class in difetto fino a riequilibrare.

Esempio pratico di ribilanciamento con vendita

Situazione attuale: 6.900€ azioni (63,3%) e 4.000€ obbligazioni (36,7%)
Obiettivo: tornare a 60/40 su 10.900€ totali

Calcolo target:
Azioni: 10.900€ × 60% = 6.540€
Obbligazioni: 10.900€ × 40% = 4.360€

Azione:
Vendi 360€ di azioni (6.900€ – 6.540€)
Compra 360€ di obbligazioni (4.360€ – 4.000€)

Risultato: 6.540€ azioni (60%) e 4.360€ obbligazioni (40%)

Esempio pratico di ribilanciamento con nuovi versamenti

Situazione: 6.900€ azioni (63,3%) e 4.000€ obbligazioni (36,7%)
Nuovo versamento: 500€

Invece di dividere 500€ secondo 60/40 (300€ azioni + 200€ obbligazioni), versi tutto o quasi nelle obbligazioni per riequilibrare:

Versamento: 0€ azioni + 500€ obbligazioni
Nuovo totale: 6.900€ azioni (60,5%) e 4.500€ obbligazioni (39,5%)

Con questo metodo riduci i costi di transazione perché non devi vendere nulla e sfrutti i nuovi versamenti per aggiustare i pesi.

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Strategie di ribilanciamento: quale scegliere

Esistono tre approcci principali per gestire il ribilanciamento del portafoglio.

Ribilanciamento a intervalli fissi

Ribilanci il portafoglio con cadenza regolare, indipendentemente da quanto si sono spostate le percentuali.

Frequenze comuni:

  • Annuale (più comune)
  • Semestrale
  • Trimestrale

Vantaggi:

  • Semplicità: metti un promemoria nel calendario e lo fai una volta all’anno
  • Bassi costi di transazione
  • Disciplina: non devi monitorare continuamente il portafoglio

Svantaggi:

  • Meno reattivo ai movimenti di mercato
  • Potresti ribilanciare anche quando non serve

Il ribilanciamento annuale è quello che uso personalmente. Ogni gennaio controllo il portafoglio e, se necessario, ribilancio. Semplice, efficace, poco costoso.

Ribilanciamento a soglie (constant-mix)

Ribilanci solo quando una delle asset class si sposta oltre una soglia prestabilita.

Constant-mix a corridoio (assoluto):
Fissi una soglia assoluta, ad esempio ±5%.
Se il tuo 60/40 diventa 65/35 o 55/45, ribilanci.

Constant-mix a bande (relativo):
Fissi una soglia percentuale, ad esempio 10%.
Se il 60% di azioni diventa 66% (60% + 10% di 60 = 6%), ribilanci.

Vantaggi:

  • Più reattivo ai movimenti di mercato
  • Ribilanci solo quando serve davvero
  • Potenzialmente più efficace nei mercati volatili

Svantaggi:

  • Devi monitorare il portafoglio più spesso
  • In mercati molto volatili potresti ribilanciare troppo spesso (costi!)
  • Più complesso da gestire

Nessun ribilanciamento

Lasci che il portafoglio si muova naturalmente senza mai intervenire.

Vantaggi:

  • Zero costi di transazione
  • Massima semplicità
  • Benefici del momentum (l’asset che sale continua a pesare di più)

Svantaggi:

  • Il portafoglio diventa sempre più aggressivo nel tempo
  • Rischio di trovarti esposto molto più di quanto volessi
  • Nei periodi di forte rialzo ti ritrovi con il 90% di azioni anche se avevi pianificato 60%

Questa strategia funziona solo se sei estremamente tollerante al rischio e hai un orizzonte lunghissimo (20-30 anni). Per la maggior parte degli investitori non è consigliabile.

Quando ribilanciare: cosa dicono i dati

Ho analizzato un portafoglio 60/40 (60% S&P 500 e 40% obbligazioni USA a lungo termine) nel periodo 1987-2022 con quattro strategie diverse:

  • Nessun ribilanciamento: il portafoglio deriva naturalmente
  • Ribilanciamento annuale: una volta all’anno
  • Constant-mix corridoio 10%: ribilanci se l’allocazione totale si sposta di 10 punti
  • Constant-mix bande 10%: ribilanci se un singolo asset si sposta del 10% relativo

Risultati su 35 anni:

  • Nessun ribilanciamento: CAGR 9,4%, max drawdown -38%, volatilità 11,2%
  • Annuale: CAGR 9,1%, max drawdown -32%, volatilità 9,8%
  • Corridoio 10%: CAGR 9,2%, max drawdown -33%, volatilità 10,1%
  • Bande 10%: CAGR 9,0%, max drawdown -32%, volatilità 9,7%

Cosa ci dicono questi dati?

Il rendimento finale cambia poco tra le varie strategie (differenza massima 0,4% annuo).
Il ribilanciamento riduce la volatilità: 9,7-9,8% contro 11,2% senza ribilanciamento.
Il massimo drawdown migliora: -32% contro -38% senza ribilanciamento.

Il ribilanciamento annuale è il miglior compromesso: semplicità, bassi costi, risultati simili alle strategie più complesse.

Un esempio concreto: durante la pandemia del marzo 2020, il portafoglio senza ribilanciamento ha perso il 27%, mentre quello ribilanciato annualmente ha perso il 21%. Una differenza di 6 punti percentuali che su 100.000€ significa 6.000€ risparmiati.

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Come implementare la tua asset allocation

Vediamo come costruire e mantenere un portafoglio pratico con asset allocation 60/40 per un investitore italiano.

Step 1: Scegli gli strumenti

Opzione semplice (2 ETF):

  • 60% VWCE (iShares MSCI World) – azionario globale
  • 40% AGGH (iShares Global Aggregate Hedged EUR) – obbligazionario globale coperto dal cambio

Opzione più articolata (3-4 ETF):

  • 50% SWDA (iShares Core MSCI World) – azionario paesi sviluppati
  • 10% EIMI (iShares Core MSCI Emerging Markets) – azionario emergenti
  • 30% AGGH – obbligazionario globale hedged
  • 10% SGLD (WisdomTree Physical Gold) – oro

Step 2: Esegui il primo investimento

Con 10.000€ iniziali:

Opzione semplice:

  • Compra 6.000€ di VWCE
  • Compra 4.000€ di AGGH

Opzione articolata:

  • Compra 5.000€ di SWDA
  • Compra 1.000€ di EIMI
  • Compra 3.000€ di AGGH
  • Compra 1.000€ di SGLD

Step 3: Piano di accumulo mensile

Se versi 500€ al mese, normalmente dovresti dividere secondo 60/40:

  • 300€ in azionario
  • 200€ in obbligazionario

Ma se a dicembre controlli e scopri che il portafoglio è diventato 64/36, puoi usare i versamenti per riequilibrare:

  • 0€ in azionario
  • 500€ in obbligazionario

Così riequilibri senza vendere nulla e risparmi sui costi.

Step 4: Ribilanciamento annuale

Ogni gennaio:

  • Calcola la tua asset allocation attuale
  • Se è spostata di più di 5 punti dall’obiettivo, ribilancia
  • Vendi l’eccesso dell’asset class cresciuta
  • Compra l’asset class rimasta indietro

Esempio:
Gennaio 2024: 10.000€ (60% azioni, 40% bond)
Dicembre 2024: 11.500€ (65% azioni, 35% bond)

Ribilanciamento:
Target: 11.500€ × 60% = 6.900€ azioni, 11.500€ × 40% = 4.600€ bond
Attuale: 7.475€ azioni (65%), 4.025€ bond (35%)
Azione: vendi 575€ di azioni, compra 575€ di bond

Dove costruire il tuo portafoglio

Per mettere in pratica quanto spiegato, hai bisogno di un broker che ti permetta di comprare ETF a costi bassi e gestire facilmente il ribilanciamento.

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  • Interfaccia semplice per monitorare l’asset allocation
  • Regime amministrato disponibile (no dichiarazione redditi)

Perfetto per chi vuole costruire un portafoglio 60/40 o simile e ribilanciare una volta all’anno senza stress. I costi sono praticamente zero.

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  • Portafogli costruiti e gestiti da professionisti
  • Ribilanciamento automatico (non devi fare nulla)
  • Asset allocation personalizzata in base al tuo profilo di rischio
  • Fee trasparente: 0,35-0,65% annuo (meno di un consulente tradizionale)
  • Regime amministrato (zero sbattimenti fiscali)

Se non vuoi occuparti personalmente di ribilanciamento e preferisci che qualcuno lo faccia per te, Moneyfarm è la scelta ideale. Loro monitorano il portafoglio e ribilanciano automaticamente quando necessario.

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Errori comuni da evitare

Ribilanciare troppo spesso

Ho visto persone che ribilanciano ogni mese o addirittura ogni settimana. Questo porta a:

  • Costi di transazione elevati (commissioni su ogni operazione)
  • Tasse più alte (ogni vendita genera capital gain tassabili al 26%)
  • Stress inutile (monitorare costantemente il portafoglio è mentalmente pesante)

Il ribilanciamento annuale è più che sufficiente. I dati mostrano che ribilanciare più spesso non migliora i risultati, anzi spesso li peggiora a causa dei costi.

Non ribilanciare mai

L’estremo opposto è altrettanto problematico. Un portafoglio 60/40 lasciato andare per 10 anni può facilmente diventare 80/20 o addirittura 85/15.

Se hai costruito un 60/40 perché quello era il tuo livello di rischio tollerabile, trovarti con l’85% di azioni significa essere esposti a drawdown del 40-45% invece che del 30%. Quando arriva la prossima crisi, potresti farti prendere dal panico e vendere tutto al momento peggiore.

Ribilanciare solo dopo i ribassi

Alcune persone ribilanciano solo quando il mercato crolla, comprando azioni “a sconto”. Il problema è che funziona solo se hai liquidità disponibile.

Se il tuo 60/40 è diventato 50/50 dopo un -30% azionario, per tornare a 60/40 devi vendere bond e comprare azioni. Ma se i bond sono scesi anche loro (come nel 2022), stai vendendo in perdita per comprare qualcos’altro in perdita. Psicologicamente è difficilissimo.

Il ribilanciamento automatico a scadenze fisse ti obbliga a farlo anche quando è scomodo. E spesso, è proprio quando è scomodo che è più efficace.

Ribilanciare senza considerare le tasse

Ogni volta che vendi un ETF in guadagno, paghi il 26% di tasse sul capital gain. Se hai un portafoglio da 100.000€ e devi ribilanciare vendendo 5.000€ di ETF con un guadagno del 50%, paghi:

  • Guadagno: 5.000€ × 50% = 2.500€
  • Tasse: 2.500€ × 26% = 650€

Perdi 650€ solo per ribilanciare. Per questo è meglio:

  • Usare i nuovi versamenti per ribilanciare (quando possibile)
  • Ribilanciare una sola volta all’anno
  • Farlo solo quando lo spostamento è significativo (oltre 5-7 punti)

Se hai regime amministrato, il broker calcola e trattiene le tasse automaticamente. Se hai regime dichiarativo, devi calcolarle tu e metterle da parte per il pagamento dell’anno successivo.

👉 Come scegliere un buon ETF obbligazionario

Asset allocation e cambio vita

La tua asset allocation dovrebbe evolvere nel tempo, seguendo i cambiamenti della tua vita.

20-35 anni – Massima aggressività

  • Orizzonte 30-40 anni davanti
  • Capacità di recuperare dalle crisi
  • Asset allocation tipica: 80-100% azionario

35-50 anni – Bilanciamento moderato

  • Orizzonte 20-30 anni
  • Equilibrio tra crescita e stabilità
  • Asset allocation tipica: 60-80% azionario

50-65 anni – Progressiva conservazione

  • Orizzonte 10-20 anni
  • Protezione del capitale accumulato
  • Asset allocation tipica: 40-60% azionario

65+ anni – Conservazione e distribuzione

  • Inizio prelievi per vivere di rendita
  • Massima stabilità
  • Asset allocation tipica: 20-40% azionario

Queste sono indicazioni generali. La tua situazione personale conta molto di più. Se a 60 anni hai accumulato 2 milioni di euro e ne spendi 30.000 all’anno, puoi permetterti di essere più aggressivo. Se a 60 anni hai 200.000€ e ne spendi 25.000, devi essere più conservativo.

👉 Ricevi consigli settimanali su come adattare il portafoglio alla tua età iscrivendoti alla newsletter

Conclusioni

Gestire l’asset allocation è una componente fondamentale per chi investe nel lungo termine. Non si tratta solo di scegliere le percentuali giuste tra azioni, obbligazioni e altri asset, ma di mantenere quella ripartizione nel tempo, adattandola alle tue esigenze e al contesto di mercato.

Punti chiave da ricordare:

  • Costruisci un portafoglio coerente con la tua tolleranza al rischio e con gli obiettivi finanziari.
  • Ribilancia una volta all’anno oppure usa i nuovi versamenti per mantenere le percentuali desiderate.
  • Riduci costi e tasse sfruttando versamenti regolari per riequilibrare invece di vendere frequentemente.
  • Non lasciare che il portafoglio derivi senza controllo: un 60/40 lasciato a se stesso può diventare 85/15 e compromettere la tua serenità.
  • Mantieni la disciplina e ignora il rumore dei mercati, perché è il tempo e la costanza a generare risultati nel lungo periodo.

Se vuoi semplificarti la vita, puoi optare per soluzioni come Scalable Capital, dove gestisci il portafoglio in autonomia con costi ridotti, oppure Moneyfarm, che offre ribilanciamento automatico e gestione professionale.

Domande frequenti (FAQ)

Ogni quanto devo ribilanciare il portafoglio?
Una volta all’anno è la scelta più semplice ed efficace per la maggior parte degli investitori. Se vuoi essere più reattivo, imposta una soglia di ±5-7% sull’asset allocation.

Qual è la giusta percentuale di azionario per me?
Dipende dalla tolleranza al rischio. Una regola semplice: la percentuale di azionario ≈ 2 × perdita massima accettabile.
Esempio: tolleri -30% → azionario 60%.

Meglio ribilanciare vendendo o con nuovi versamenti?
Usare i nuovi versamenti è preferibile perché:

  • Eviti commissioni di vendita
  • Eviti tasse sui capital gain
  • Mantieni più semplice la gestione

Posso avere asset allocation diverse per obiettivi diversi?
Sì, è consigliabile. Ogni obiettivo (pensione, acquisto casa, fondo emergenza) può avere un portafoglio dedicato con asset allocation specifica.

Cosa fare se il portafoglio perde il 30% in una crisi?
Se hai costruito l’asset allocation in base alla tua tolleranza al rischio:

  • Non vendere in preda al panico
  • Continua con il piano di accumulo
  • Se puoi, sfrutta il momento per ribilanciare
  • Valuta eventuali aggiustamenti solo se il portafoglio era troppo aggressivo rispetto al tuo profilo

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DISCLAIMER

Non sono un consulente finanziario, ma un investitore comune che condivide il proprio percorso. Questo articolo è a scopo educativo. Le performance passate non garantiscono rendimenti futuri. La tassazione, i costi e le performance possono differire dai dati storici. Valuta attentamente la tua situazione personale, tolleranza al rischio e obiettivi finanziari. Se hai dubbi, consulta un professionista qualificato.

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