L’illusione del controllo

Perché quando tiriamo i dadi e abbiamo bisogno di un numero più alto li tiriamo con più forza e quando invece abbiamo bisogno di un numero più basso li tiriamo più piano?

Non c’è alcuna correlazione tra la forza impressa ai dadi e il numero che uscirà, ma pensiamo che sia così. Questa è illusione del controllo.

L’illusione del controllo è una distorsione cognitiva che ci porta a concentrarci eccessivamente su aree che sulle quali invece abbiamo poco o nessun controllo. La politica, l’economia, il regime fiscale, l’andamento dei mercati: sono tutti argomenti che influenzano le nostre decisioni a breve e lungo termine, ma sulle quali non abbiamo alcun tipo di impatto.

Discutere e lamentarsi di questi aspetti è naturale, in quanto siamo costantemente bombardati da informazioni su queste tematiche. In questo periodo, l’inflazione è forse il trend-topic per eccellenza su quotidiani e tv e riceviamo continuamente aggiornamenti, stime, sondaggi e pareri di studiosi e politici.

Ma la domanda che vi dovete porre è: che tipo di controllo posso esercitare su questo tema?

Se la risposta è ‘nessun controllo‘ significa che questo argomento non deve influenzare le vostre decisioni di investimento, perché non potete in alcun modo fronteggiarlo o mitigarne l’impatto.

Ci sono quindi alcune macroaree su cui nessuno di noi ha un controllo e altre, più subdole, su cui abbiamo l’illusione del controllo, ossia aree su cui non abbiamo il controllo ma crediamo stupidamente di averlo.

Le tasse: nessun controllo

La normativa fiscale è molto complessa, in continua evoluzione e spesso molto difficile da interpretare per un non addetto ai lavori.

Ha senso quindi perdere tempo lamentandosi della tassazione o spulciare ogni singolo articolo della normativa per trovare cavilli o altro per evitare di pagare 50€ in meno all’anno? Secondo me no, quindi prendiamola per com’è e adeguiamoci senza preoccuparsi troppo.

Se abbiamo bisogno di conoscere la normativa, ha senso affidarsi ad un professionista per ridurre il rischio di fare errori e il tempo perso per formarsi su un tema che non alcun senso conoscere in dettaglio.

L’economia: illusione del controllo

PIL, inflazione, tassi di interesse, disoccupazione, dati attuali e dati prospettici. Sono tutti temi sicuramente molto interessanti e su cui è anche divertente discutere tra amici e colleghi di lavoro. Inoltre, accendere la tv o leggere il giornale ed apprendere che l’economia va male, l’inflazione è alle stelle, i tassi di disoccupazione è ai massimi storici e stiamo entrando in recessione è fonte di ansia.

E’ in qualche modo controllabile? No, perciò non è necessario dedicarci tanto più di tempo di quanto ne dedichiamo facendo due chiacchere alla macchinetta del caffè in ufficio.

Alcuni potrebbero pensare che conoscere bene la situazione economica nella quale ci troviamo possa in qualche modo darci informazioni utili sul futuro e quindi obbligarci a mettere mano ai nostri investimenti di conseguenza. Questo è vero (in parte) nella misura in cui gli scenari economici vengono rivoluzionati. In questi casi può aver senso cambiare la nostra asset allocation in prospettiva futura. Un esempio: usciamo da anni di tassi di interesse a zero e negli ultimi mesi hanno subito un’impennata, unica a livello storico. Può aver senso modificare la nostra asset allocation ed aumentare la nostra quota obbligazionaria, ma è una modifica fatta a valle di un periodo storico di diversi anni che risulta essere singolare ed inoltre non abbiamo alcun tipo di influenza sull’economia, bensì possiamo soltanto metter mano a come sono allocati i nostri capitali.

Se l’inflazione semestrale passa da 5% al 6% possiamo fare qualcosa per influenzare questa variazione? No. Prendiamo l’informazione e andiamo avanti.

L’andamento del mercato azionario: illusione del controllo

Se pensate di poter prevedere l’andamento dei mercati azionari o, ancora meglio, di alcuni titoli azionari nei prossimi anni non capisco perché state leggendo queste righe. Andate e macinate soldi senza problemi.

Le motivazioni per le quali un titolo sale o scende vengono sempre date a posteriori e nessuno conosce davvero il perché di certi movimenti.

Quello che sappiamo è che il mercato azionario è un insieme di milioni di attori con obiettivi ed orizzonti temporali diversi, quindi le ragioni per cui un individuo compra ed un altro vende sono svariate. Moltiplicate questa incognita per le milioni di transazioni et voilà: avete un sistema complesso completamente indecifrabile.

L’analisi dei titoli (tecnica e fondamentale) è pura illusione del controllo perché pensiamo di poter prevedere con buona certezza il futuro trend, ma la verità è che più ci addentriamo nell’osservare i mercati e più il nostro orizzonte temporale è breve più aumenta quello che viene definito ‘rumore di fondo‘. Movimenti di mercato senza spiegazione dovuti non soltanto a scelte razionali degli attori del sistema, ma anche ad emotività (paura, ansia, euforia, depressione: emozioni che caratterizzano interi cicli economici).

In un sistema del genere, l’unica variabile davvero controllabile e sulla quale possiamo lavorare è l’asset allocation.

L’asset allocation: controllabile

Dimmi la tua asset allocation e ti dirò chi sei.

La nostra asset allocation, ossia su quali asset (azioni, obbligazioni, liquidità, immobili, materie prime) sono distribuiti i nostri capitali, è una delle variabili più importanti e sulla quale abbiamo un diretto controllo. Deve riflettere molto bene la nostra attitudine agli investimenti: propensione al rischio, capacità di risparmio, distorsioni cognitive, speranze e paure. Va modellata con estrema attenzione in modo da garantirci di raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati senza sovrastimare la nostra tolleranza al rischio.

Una variabile direttamente controllabile e collegata all’asset allocation sono i costi.

I costi: controllabile

In questo articolo sugli ETF ho parlato anche di quanto varia in percentuale il profitto di un investimento a parità di rendimento al variare dei costi di gestione. Una differenza di costi di gestione tra uno 0,15% (un qualunque ETF) contro un 2% (un qualunque fondo attivo proposto dalle banche) porta ad una differenza di rendimento di oltre il 100% su 20 anni.

Un altro aspetto che puoi controllare inerente ai costi è quante transazioni esegui in un anno: ogni volta che modifichi la tua asset allocation, acquistando o vendendo degli asset hai un costo in termini di commissioni. Possono sembrare poche sulla singola operazione ma alla lunga “mangiano” i tuoi profitti.

Quanto risparmi: controllabile

La quota di risparmio che riesci ad accantonare ogni mese è una variabile controllabile ed è la variabile più importante tra tutte perché è quella che ti permette di accrescere il tuo patrimonio netto nel tempo. Per farlo, oltre a risparmiare devi investire i tuoi risparmi e beneficiare dell’interesse composto sul lungo periodo, come spiegato in questo articolo.

La tua formazione: controllabile

Investire su se stessi è una variabile controllabile e che paga nel tempo. Consente di migliorare la nostra consapevolezza in certi ambiti e di ambire a posizioni lavorative che hanno remunerazioni maggiori. Tra tutte, forse, è la variabile controllabile più impegnativa da gestire perché non se ne vedono mai i frutti nel breve termine, ma alla lunga è tra quelle che paga più di tutte.

E farlo non vi costa poi granché. Sul blog avete a disposizione una selezione di corsi completamente gratuiti presenti sul web. E ovviamente ci sono i libri.

Accedere ad una posizione lavorativa migliore ci permette di incrementare la quota di risparmio mensile, aumentare i nostri investimenti e generare quindi più valore nel tempo. Ecco perché è la variabile su cui tutti dovremmo iniziare ad investire fin da giovani.

Capisco che avere la possibilità di controllare solo variabili che richiedono tempo per dare i loro frutti può essere poco divertente e stimolante, ma sono quelle che pagano sul lungo periodo. E non sto parlando di generare più o meno valore, ma la differenza tra lavorare su variabili controllabili e non controllabili è di generare valore contro generarne zero.

Grazie per la lettura.

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