Quanto Capitale Serve per Smettere di Lavorare?

Quanto ti servirebbe per smettere di lavorare domani?

300.000€? 500.000€? Un milione?

La maggior parte delle persone risponde a caso. “Boh, forse un milione basta”. Oppure “dipende da quanto spendi”. Tutte risposte vaghe che non portano da nessuna parte.

Esiste però un metodo concreto per rispondere a questa domanda: la regola del 4%.

L’ho scoperta anni fa, quando ho iniziato a prendermi sul serio la pianificazione finanziaria. Prima leggevo articoli su “indipendenza finanziaria” e “pensionamento anticipato” pensando fossero roba da ricchi o da sognatori. Poi ho capito che non servono milioni – serve un piano.

La regola del 4% è quel piano. O meglio, è il punto di partenza.

Ma attenzione: non è una formula magica. Non è una garanzia. E soprattutto, non funziona uguale per tutti.

In questo articolo ti spiego cos’è davvero la regola del 4%, come applicarla in Italia (non negli USA dove è nata), quali sono i suoi limiti reali, e soprattutto come considerare elementi che spesso dimentichiamo: pensione pubblica e TFR.

Non ti prometto ricette miracolose. Ti mostro uno strumento che, se usato bene, può aiutarti a pianificare il tuo futuro finanziario in modo concreto.

Cos’è la Regola del 4%

La regola del 4% dice una cosa semplice: puoi prelevare ogni anno il 4% del tuo capitale investito senza rischiare di rimanere a secco nei prossimi 30 anni.

Esempio pratico: hai 500.000€ investiti. Il 4% di 500.000€ sono 20.000€ all’anno, circa 1.667€ al mese. Secondo la regola, puoi prelevare questa cifra ogni anno (aggiustata per l’inflazione) con una probabilità alta di non esaurire il capitale nei prossimi 30 anni.

Giri la formula al contrario e ottieni il calcolo del capitale necessario: se sai quanto ti serve all’anno, moltiplica per 25 (che è l’inverso di 4%). Servono 30.000€ l’anno? Ti servono 750.000€ investiti (30.000 x 25).

Semplice, no?

Troppo semplice, in realtà. Ma andiamo con ordine.

Da Dove Viene

La regola del 4% nasce dal Trinity Study, uno studio del 1998 condotto da tre professori della Trinity University in Texas. Hanno analizzato 75 anni di dati storici dei mercati finanziari americani (1925-1995) per rispondere a una domanda: quale percentuale di prelievo permette a un portafoglio di durare almeno 30 anni?

Hanno testato diversi portafogli (mix di azioni e obbligazioni americane), diversi tassi di prelievo (dal 3% all’8%), e diversi periodi.

Risultato: con un prelievo annuale del 4%, aggiustato ogni anno per l’inflazione, e un portafoglio bilanciato tra azioni e obbligazioni, la probabilità di successo nei 30 anni era superiore al 95%.

Da qui nasce la “safe withdrawal rate” del 4% – il tasso di prelievo sicuro.

La Formula Base

Il calcolo è elementare:

Rendita annua necessaria / 0,04 = Capitale necessario

Oppure:

Capitale investito x 0,04 = Rendita annua sostenibile

Serve una rendita di 24.000€ l’anno per vivere? Ti servono 600.000€ investiti (24.000 / 0,04).

Hai 400.000€ da parte? Puoi prelevare 16.000€ l’anno, ovvero 1.333€ al mese (400.000 x 0,04).

Matematicamente impeccabile. Praticamente… complicato.

Cosa la Regola del 4% NON È

Qui sta il problema: la maggior parte delle persone fraintende completamente questa regola.

Non è una Garanzia

La regola del 4% aveva un successo del 95% nei dati storici americani. Traducendo: su 100 casi, in 5 il capitale si esauriva comunque prima dei 30 anni.

5% di fallimento non è poco quando parliamo dei tuoi soldi per i prossimi decenni.

E questo era negli Stati Uniti, con 75 anni di dati storici. Tu stai applicando questa regola in Italia, nel 2025, con mercati diversi, tassazione diversa, inflazione diversa.

La probabilità di successo potrebbe essere più alta. O più bassa. Non lo sai.

Non è una Verità Universale

Il Trinity Study ha analizzato portafogli composti da azioni e obbligazioni americane. Solo mercato USA. Solo quei 75 anni.

Se il tuo portafoglio è diverso (più europeo, più globale, più obbligazionario), i risultati potrebbero cambiare.

Se inizi a prelevare proprio all’inizio di un mercato ribassista lungo, rischi grosso. È il famoso rischio sequenza dei rendimenti: non conta solo quanto guadagni in media, ma anche quando guadagni.

Esempio: due persone con lo stesso capitale e la stessa rendita media annua del 7%. La prima vive 10 anni di mercato forte all’inizio, la seconda 10 anni di mercato debole. Indovina chi sopravvive di più? La prima. Stessa media, risultati completamente diversi.

Non è Uguale per Tutti

La regola del 4% assume:

  • Un orizzonte di 30 anni
  • Prelievi costanti (aggiustati per inflazione)
  • Portafoglio bilanciato azioni/obbligazioni
  • Mercati americani
  • Nessuna spesa straordinaria

Se una di queste assunzioni non vale per te, la regola va adattata.

Hai 40 anni e vuoi smettere di lavorare? Ti servono più di 30 anni di rendita. Forse devi scendere al 3,5% o al 3%.

Hai spese variabili (un figlio che va all’università, una casa da ristrutturare)? Il 4% fisso non basta.

Investi solo in obbligazioni perché hai 70 anni? Il 4% è troppo aggressivo. Meglio il 3%.

La regola del 4% non è una legge della fisica. È un punto di partenza.

Il Problema dell’Inflazione

Il Trinity Study aggiustava i prelievi per l’inflazione americana. Ma l’inflazione italiana (o europea) non è uguale a quella americana, né ieri né oggi.

Tra il 2020 e il 2023 l’inflazione in Europa è schizzata. Se nel 2020 prelevavi 20.000€ con un capitale di 500.000€, nel 2023 ne avresti dovuti prelevare 24.000€ solo per mantenere lo stesso potere d’acquisto.

Il tuo portafoglio ha guadagnato abbastanza per compensare? Forse sì, forse no. Dipende.

Applicare la Regola del 4% in Italia

Ora viene il bello: come adatti questa regola al contesto italiano?

Tassazione degli Investimenti

Negli Stati Uniti la tassazione sui capital gain può essere zero (se resti sotto certe soglie di reddito) o comunque ha aliquote progressive.

In Italia paghi il 26% sui guadagni, sempre. Non ci scappi.

Questo cambia tutto.

Se prelevi 20.000€ dal tuo portafoglio, parte di quella somma è capitale (tuo) e parte è guadagno (su cui paghi il 26%). Ipotizziamo che metà siano guadagni: su 10.000€ di guadagno paghi 2.600€ di tasse.

Risultato? I tuoi 20.000€ netti diventano effettivamente 22.600€ lordi da prelevare. Il 4% di 500.000€ non bastano più.

Certo, puoi usare un broker con regime amministrato (sostituto d’imposta) che semplifica le cose. Ma le tasse le paghi comunque.

👉 Migliori broker per investire

Mercati Europei vs Mercati Americani

Il Trinity Study si basava sul mercato USA, che negli ultimi 100 anni è stato il migliore al mondo. I rendimenti medi delle azioni americane (S&P 500) sono stati superiori a quelli europei.

Se il tuo portafoglio è più europeo, i rendimenti storici sono leggermente più bassi. Quindi la sostenibilità del 4% potrebbe essere minore.

Non sto dicendo “non investire in Europa”. Dico solo che copiare una regola americana su dati americani e applicarla pari pari in Europa è ingenuo.

Inflazione e Costo della Vita

L’inflazione italiana non è quella americana. E il costo della vita varia anche all’interno dell’Italia stessa.

Vivere a Milano costa il doppio che vivere in provincia di Potenza. La tua “rendita necessaria” cambia radicalmente in base a dove vivi.

La regola del 4% non tiene conto di questo. È neutra rispetto al luogo. Sei tu che devi adattarla.

Il mio consiglio? Non prendere il 4% come verità assoluta in Italia. Parti dal 3,5% come base più prudente. Se poi vuoi alzare, alza. Ma parti conservativo.

👉 Cosa fare per combattere l’inflazione

Pensione Pubblica e TFR: Gli Elefanti nella Stanza

Qui arriviamo al punto che quasi nessuno considera quando parla di regola del 4% applicata all’Italia: la pensione pubblica e il TFR.

La maggior parte degli articoli sulla regola del 4% che trovi online sono traduzioni pedisseque di contenuti americani. Copia-incolla acritici che ignorano completamente il contesto italiano.

Il problema è che il sistema previdenziale italiano è completamente diverso da quello americano. E questo cambia tutto.

Come (Non) Funziona la Pensione negli USA

Negli Stati Uniti esiste la Social Security, una forma di pensione pubblica. Ma è pochissima roba.

L’importo medio della Social Security è circa 1.700$ al mese (dati 2024). In un paese dove il costo della vita è alto, non ci campi decentemente. È un’integrazione, non una rendita su cui contare.

Per questo motivo, quando gli americani parlano di pensionamento anticipato o indipendenza finanziaria, ignorano completamente la pensione pubblica. Non la considerano nei calcoli perché è irrilevante.

La regola del 4% nasce in questo contesto: devi costruire un capitale che ti garantisca una rendita completa, perché lo Stato non ti darà quasi niente.

Come Funziona (Ancora) la Pensione in Italia

In Italia la situazione è diversa.

Esiste ancora un sistema pensionistico pubblico obbligatorio. Certo, è in crisi. Certo, l’età pensionabile si alza ogni anno. Certo, gli importi si riducono. Ma esiste.

Se hai lavorato 30-40 anni da dipendente, quando andrai in pensione (probabilmente a 67-70 anni, visto come vanno le cose) riceverai una pensione. Non sarà il 70-80% dell’ultimo stipendio come per i nostri genitori, ma qualcosa arriverà.

Quanto?

Dipende dai contributi versati. Il sistema attuale è contributivo: prendi in base a quello che hai versato, non in base all’ultimo stipendio.

Un esempio concreto: Marco, 35 anni, dipendente privato, guadagna 35.000€ lordi all’anno. Se continua a lavorare fino a 67 anni (32 anni di contributi), con un coefficiente di trasformazione medio, potrebbe aspettarsi una pensione di circa 1.200-1.400€ netti al mese.

Non è molto, ma non è zero.

E questo cambia completamente il calcolo della regola del 4%.

Pensione Pubblica nel Calcolo della Regola del 4%

Torniamo all’esempio precedente.

Marco vuole smettere di lavorare a 55 anni. Gli servono 2.000€ al mese per vivere (24.000€ l’anno).

Calcolo americano (senza pensione): 24.000€ / 0,04 = 600.000€ di capitale necessario

Calcolo italiano (con pensione futura):

Marco a 67 anni comincerà a ricevere circa 1.300€ al mese di pensione (15.600€ l’anno). Questo significa che dal suo 67esimo compleanno in poi, non dovrà più prelevare 24.000€ dal portafoglio, ma solo 8.400€ (24.000 – 15.600).

A 67 anni, con la regola del 4%, gli servirebbero solo 210.000€ di capitale (8.400 / 0,04) per integrare la pensione.

Ma attenzione: tra i 55 e i 67 anni (12 anni) deve vivere solo di portafoglio. In quei 12 anni preleva 24.000€ all’anno, quindi consuma 288.000€ di capitale (più o meno, senza considerare rendimenti).

Capitale necessario reale a 55 anni:

  • 288.000€ per vivere da 55 a 67 anni
  • 210.000€ residui a 67 anni per integrare la pensione fino a fine vita

Totale: circa 500.000€, non 600.000€.

La pensione pubblica ti riduce il capitale necessario di 100.000€.

Non male, no?

Il TFR: Soldi che Dimentichi di Avere

C’è un altro elemento che gli americani non hanno e che noi italiani spesso dimentichiamo: il TFR (Trattamento di Fine Rapporto).

Se sei un dipendente, ogni anno il datore di lavoro accantona circa il 7% del tuo stipendio lordo come TFR. Questi soldi te li prendi quando smetti di lavorare (o quando cambi lavoro).

Quanto vale?

Sempre Marco: 35.000€ lordi all’anno. Il 7% sono circa 2.450€ all’anno di TFR.

Se lavora da 30 anni a 65 anni (30 anni), con rivalutazione media dell’1,5% annuo, il suo TFR sarà circa 85.000-90.000€.

Non sono bruscolini.

Se Marco va in pensione a 55 anni dopo 20 anni di lavoro, il suo TFR sarà circa 55.000€. Se decide di lasciarli in azienda fino a 67 anni (se possibile), si rivalutano ancora.

Come inserire il TFR nel calcolo?

Opzione 1: lo consideri come parte del capitale necessario. Se ti servono 500.000€ e hai 55.000€ di TFR, devi costruire “solo” 445.000€ investendo.

Opzione 2: lo usi come buffer di sicurezza. Non lo conti nel capitale base, ma lo tieni come riserva per imprevisti o per coprire i primi anni di pensionamento.

Io preferisco l’opzione 2. Il TFR è una rete di sicurezza, non la base del piano.

👉 TFR: Azienda o Fondo pensione?

Si Spera Esista Sempre…

Ora la domanda scomoda: la pensione pubblica ci sarà ancora quando andremo in pensione?

Non lo so. E nessuno lo sa.

Il sistema pensionistico italiano è sotto stress. Sempre meno lavoratori attivi, sempre più pensionati. L’età pensionabile si alza. Gli importi si riducono. Le riforme si susseguono.

Tra 30 anni potrebbe esserci ancora una pensione pubblica, ma più bassa. Oppure potrebbe esserci, ma a 70 anni invece che a 67. O forse solo per chi ha versato 40+ anni di contributi.

Non puoi costruire il tuo piano di indipendenza finanziaria contando al 100% sulla pensione pubblica.

Quello che puoi fare è:

  1. Considerala come bonus, non come certezza
  2. Calcola due scenari: uno con pensione, uno senza
  3. Punta al capitale necessario senza pensione, così se la pensione arriva, sei coperto due volte

È prudenza, non pessimismo.

Esempio Completo

Riassumiamo tutto con Marco.

Dati:

  • Età attuale: 35 anni
  • Capitale investito oggi: 150.000€
  • Obiettivo pensionamento: 55 anni
  • Spesa annua desiderata: 24.000€
  • Pensione pubblica stimata a 67 anni: 15.600€/anno
  • TFR stimato a 55 anni: 55.000€

Scenario 1: Senza considerare pensione pubblica

Capitale necessario a 55 anni (regola del 3,5%): 24.000 / 0,035 = 685.000€

Ha già 150.000€. Gli mancano 535.000€. Ha 20 anni per costruirli.

Investendo 1.300€ al mese con un rendimento medio del 6% annuo, arriva a circa 680.000€ in 20 anni.

Aggiungendo il TFR di 55.000€, ha 735.000€. Margine di sicurezza.

Scenario 2: Considerando pensione pubblica

Capitale necessario:

  • Da 55 a 67 anni (12 anni): 24.000€ x 12 = 288.000€
  • Capitale residuo a 67 anni per integrare pensione: (24.000 – 15.600) / 0,035 = 240.000€

Totale: 528.000€

Ha già 150.000€. Gli mancano 378.000€.

Investendo 900€ al mese per 20 anni (rendimento 6%), arriva a circa 525.000€.

Aggiungendo il TFR di 55.000€, ha 580.000€. Sufficiente.

Differenza tra i due scenari:

Senza pensione: deve investire 1.300€ al mese. Con pensione: deve investire 900€ al mese.

Differenza: 400€ al mese. 4.800€ all’anno. 96.000€ in 20 anni.

La pensione pubblica, anche se ridotta, fa una differenza enorme.

Ma Marco è intelligente. Investe 1.100€ al mese (via di mezzo). Se la pensione arriva, avrà margine. Se non arriva, sarà comunque vicino all’obiettivo.

Regola del 4% e Pianificazione Finanziaria

La regola del 4% non esiste nel vuoto. Fa parte di una pianificazione finanziaria più ampia.

Se stai pensando seriamente all’indipendenza finanziaria o al pensionamento anticipato, devi avere chiaro:

Obiettivi Finanziari Chiari

“Voglio smettere di lavorare” non è un obiettivo. È un desiderio vago.

Un obiettivo è: “Voglio raggiungere 650.000€ investiti entro i 55 anni per generare una rendita di 24.000€ annui con prelievo al 3,7%”.

Questo è specifico. Misurabile. Raggiungibile (o meno, ma lo scopri).

La regola del 4% ti aiuta a quantificare l’obiettivo. Se hai articoli sul blog che parlano di pianificazione finanziaria, sai già quanto è importante definire obiettivi precisi.

Patrimonio Netto

Devi sapere da dove parti.

Il tuo patrimonio netto (asset – debiti) ti dice quanto hai oggi. Se hai 100.000€ investiti, 50.000€ in contanti, ma anche un mutuo residuo di 80.000€, il tuo patrimonio netto è 70.000€.

Da lì parti. Da lì calcoli quanto ti manca per arrivare al capitale target.

Se non tieni traccia del tuo patrimonio netto, stai navigando a vista.

Piano di Accumulo a Lungo Termine

Raggiungi 600.000€ investiti in due modi:

  1. Investi tanto ogni mese per molti anni
  2. Investi poco ma per moltissimi anni

O un mix dei due.

Non c’è scorciatoia. Non c’è trucco. È matematica + tempo + disciplina.

La regola del 4% ti dice il traguardo. Il piano di accumulo ti dice come arrivarci.

Se investi 1.000€ al mese con un rendimento medio del 6% annuo, dopo 20 anni hai circa 460.000€. Non bastano per i 600k? Alza l’investimento mensile, o allunga i tempi, o accetta un tasso di prelievo più basso (tipo 3%).

Non puoi pianificare l’indipendenza finanziaria se non hai un piano di accumulo concreto.

👉 Pianifica i tuoi obiettivi di lungo termine

Limiti Reali della Regola del 4%

Ora arriva la parte che nessuno ti dice quando parla di “financial independence”: i limiti.

La regola del 4% non è perfetta. Ha dei buchi. Devi conoscerli.

Mercati Laterali

Il Trinity Study analizzava periodi con trend di lungo termine positivi. Ma cosa succede se i mercati non crescono per 10-15 anni?

Può succedere. È già successo.

Il mercato azionario giapponese ci ha messo 30 anni per tornare ai massimi del 1989. Se fossi andato in pensione in Giappone nel 1990 con la regola del 4%, oggi saresti nei guai.

Negli Stati Uniti, tra il 2000 e il 2010 (la “lost decade”), l’S&P 500 ha avuto rendimenti nominali negativi. Chi è andato in pensione nel 2000 con la regola del 4% ha sofferto.

La regola del 4% assume mercati che nel lungo termine crescono. Se non crescono, sei fregato.

Alta Inflazione

Abbiamo già parlato di inflazione, ma vale la pena ripeterlo: alta inflazione uccide la regola del 4%.

Se prelevi 20.000€ nel 2020 e l’inflazione schizza al 10% per tre anni, nel 2023 ti servirebbero oltre 26.000€ per mantenere lo stesso potere d’acquisto.

Il tuo portafoglio ha guadagnato abbastanza per compensare? Durante l’inflazione alta spesso le azioni crollano e le obbligazioni pure. Doppio schiaffo.

Questo è successo negli anni ’70. Potrebbe risuccedere.

Soluzione? Abbassa il tasso di prelievo nei periodi di inflazione alta. Scendi al 3% o al 2,5% per qualche anno. È doloroso, ma meglio che esaurire il capitale.

Spese Impreviste

La regola del 4% assume prelievi costanti e prevedibili.

Ma la vita non funziona così.

Devi ristrutturare casa? 30.000€ in un colpo. Tuo figlio vuole studiare medicina all’estero? Altri 20.000€ all’anno. Problemi di salute? Non ne parliamo.

Spese straordinarie demoliscono la regola del 4%.

Cosa fai? Hai due opzioni:

  1. Crei un fondo emergenza separato – non toccare il capitale investito per imprevisti, tieni 50-100k liquidi a parte
  2. Calcoli un buffer – invece del 4%, usi il 3,5% o il 3% per avere margine

Io preferisco la seconda. Il fondo emergenza va bene, ma se l’emergenza è grossa, finisce. Meglio un tasso di prelievo più basso che ti dà respiro.

Longevità

Il Trinity Study testava periodi di 30 anni.

Se vai in pensione a 55 anni e campi fino a 95, sono 40 anni. Non 30.

Se vai in pensione a 50 e campi fino a 100, sono 50 anni.

30 anni di sostenibilità non bastano se vivi più a lungo.

La medicina migliora. L’aspettativa di vita si allunga. Le probabilità di campare fino a 90-95 anni aumentano.

Quindi?

Scendi sotto il 4%. Se prevedi un pensionamento molto lungo, usa il 3,5% o il 3%. Sacrifichi rendita oggi per sicurezza domani.

Non c’è risposta giusta. Solo trade-off.

La Mia Riflessione Personale

Io uso la regola del 4% come punto di riferimento, non come verità assoluta.

Quando faccio i miei calcoli, uso il 3,5%. Non il 4%. Perché preferisco dormire tranquillo piuttosto che spremere fino all’ultimo euro di rendita.

Non voglio svegliarmi a 75 anni e scoprire che il capitale è finito perché ho prelevato troppo nei primi 10 anni.

La regola del 4% ti dà un numero. La tua vita ti dà la realtà. Sii prudente.

Non sono un consulente finanziario, quindi quello che funziona per me non è detto che funzioni per te. Ma se devo darti un consiglio da investitore comune a investitore comune: meglio conservativo che ottimista.

Come Costruire il Capitale per la Regola del 4%

Ora la domanda pratica: come arrivi a quei 600k, 700k, o 800k che ti servono?

Non c’è magia. Solo tre cose: costanza, disciplina, controllo dei costi.

Costanza

Investire 500€ una volta non serve a niente. Investire 500€ al mese per 20 anni ti cambia la vita.

Il capitale si costruisce nel tempo. Anno dopo anno. Mese dopo mese.

Non cercare la performance del secolo. Non serve. Quello che serve è non smettere.

Mercato che sale? Investi. Mercato che scende? Investi. Mercato laterale? Investi.

La costanza batte il tempismo. Sempre.

Disciplina

La disciplina è dire “no” a spese inutili oggi per dire “sì” alla libertà domani.

Non sto parlando di vivere da frate. Sto parlando di scegliere consapevolmente dove mettere i tuoi soldi.

Vuoi andare in pensione a 55 anni? Ok, allora quella macchina da 40.000€ la compri o no? Quel viaggio da 5.000€ lo fai o no?

Puoi fare tutto, ma non puoi fare tutto. Ogni euro che spendi è un euro che non investi. Ogni euro che non investi è un euro che non lavora per te.

Disciplina è scegliere il lungo termine rispetto al piacere immediato.

Controllo dei Costi

Qui il discorso diventa tecnico.

Se investi con un broker che ti prende 10€ a operazione, e fai 12 operazioni l’anno (un PAC mensile), sono 120€ di commissioni. Su 6.000€ investiti annui (500€ al mese), è il 2%.

Paghi il 2% di commissioni ogni anno, il portafoglio deve rendere il 2% in più solo per pareggiare.

Su 20 anni, quei costi composti ti mangiano decine di migliaia di euro.

Scegliere un broker a basso costo non è un dettaglio. È fondamentale.

Io uso Scalable Capital perché ha commissioni basse (piani gratuiti per PAC su oltre 2.500 ETF) e mi permette di investire senza pensieri. Non ti costringe a calcolare se conviene investire 100€ o aspettare di averne 1.000 per risparmiare commissioni.

Non è l’unico broker buono, ma è uno di quelli che tiene i costi bassi. E quando costruisci capitale per 20-30 anni, i costi bassi fanno la differenza.

Disclaimer: non sono pagato per dirti questo, ma se ti iscrivi tramite il mio link ricevo una commissione (senza costi extra per te). Lo dico perché credo nella trasparenza: se un servizio mi sembra valido, lo consiglio. Punto.

👉 Scopri Scalable Capital

Conclusioni

La regola del 4% non è la soluzione a tutti i tuoi problemi finanziari. Non è una formula magica che ti rende ricco.

È uno strumento. Utile, pratico, basato su dati storici. Ma con limiti.

Quello che devi ricordare:

  1. Il 4% è un punto di partenza, non una garanzia
  2. In Italia, meglio essere più prudenti (3,5% o 3%)
  3. Considera pensione pubblica e TFR nei tuoi calcoli, ma non contarci al 100%
  4. Fai scenari multipli: con pensione e senza pensione
  5. La pianificazione finanziaria non si esaurisce in una formula
  6. Costruire capitale richiede tempo, costanza e disciplina
  7. Controllare i costi fa la differenza sul lungo termine

Se vuoi davvero capire quanto ti serve per smettere di lavorare, non affidarti a calcoli approssimativi.

Metti nero su bianco:

  • Quanto spendi oggi
  • Quanto ti servirà in futuro (considera inflazione)
  • Quanto hai già investito
  • Quanto riceverai di pensione (stima prudente)
  • Quanto hai di TFR
  • Quanto puoi investire ogni mese

Da lì costruisci il tuo piano. Con pazienza. Con realismo. Senza illusioni.

Io ci sto lavorando da anni. Non sono arrivato, ma so dove sto andando. E questo cambia tutto.

Se questo articolo ti è stato utile, ecco alcuni modi per supportare il blog (e migliorare le tue finanze):

Strumenti che uso e consiglio
  • Scalable Capital – Un broker che uso personalmente. Regime dichiarativo, oltre 2.500 ETF senza commissioni di acquisto, perfetto per PAC automatici.
  • Moneyfarm – Gestione patrimoniale automatizzata con sostituto d’imposta. Ideale se non vuoi sbatterti a gestire tutto da solo senza farti mangiare dai costi delle banche tradizionali.
  • Hype – Conto corrente a zero spese con IBAN italiano. Usa il codice HELLOHYPER per ottenere fino a 25€ di bonus all’apertura.
Risparmia sulle bollette
  • Switcho – Servizio gratuito per trovare automaticamente il miglior fornitore di luce e gas. Il cambio è automatico e senza interruzioni.
Continua a imparare
  • Audible – Ascolta i migliori libri di finanza durante i tragitti. Prova gratuita o 0,99€ per 3 mesi.
  • Kindle Unlimited – Accesso illimitato a migliaia di ebook, molti gratuiti o scontati. Primo mese gratis.

Questi sono link affiliati. Se decidi di provare questi servizi, il blog riceve una piccola commissione senza alcun costo aggiuntivo per te. Consiglio solo strumenti che uso personalmente o che ritengo validi. Non sei obbligato a usarli, ma se l’hai trovato utile questo articolo, è un modo per supportare il progetto e permettermi di continuare a creare contenuti gratuiti.

Se ti è piaciuto l’articolo, iscriviti per rimanere aggiornato

Niente spam, ti invierò solo un aggiornamento settimanale.

DISCLAIMER

Non sono un consulente finanziario, ma un investitore comune che condivide il proprio percorso. Questo articolo è a scopo educativo. Le performance passate non garantiscono rendimenti futuri. La tassazione, i costi e le performance possono differire dai dati storici. Valuta attentamente la tua situazione personale, tolleranza al rischio e obiettivi finanziari. Se hai dubbi, consulta un professionista qualificato.

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Recenti
Vecchi
Inline Feedbacks
Guarda tutti i commenti
Torna in alto