Se gestire i tuoi soldi ti sembra complicato, probabilmente è perché ti mancano regole chiare.
La regola 50 30 20 è tornata prepotentemente nelle ricerche Google. Non è un caso: dopo anni di inflazione galoppante, aumento degli affitti e stipendi che faticano a tenere il passo, sempre più persone cercano un metodo semplice per mettere ordine nelle proprie finanze senza impazzire dietro a Excel e budget perfetti.
Ma la regola 50 30 20 continua tutt’ora a funzionare? E soprattutto: si può applicare nella realtà italiana, dove l’affitto a Milano o Roma si mangia metà dello stipendio?
In questo articolo ti spiego cos’è questa regola, come funziona nella pratica, perché va adattata alla tua situazione e come puoi usarla per iniziare finalmente a risparmiare in modo sistematico. Include anche un test pratico che puoi fare subito per capire dove stai sbagliando.
Cos’è davvero la Regola 50 30 20
La regola 50 30 20 è un metodo di gestione del budget creato da Elizabeth Warren (sì, la senatrice americana che vedete spesso in TV) e sua figlia Amelia Warren Tyagi nel libro “All Your Worth: The Ultimate Lifetime Money Plan” del 2005.
L’idea è semplice: dividi il tuo stipendio netto in tre categorie con percentuali fisse.
50% per i bisogni essenziali (affitto, spesa, bollette, trasporti, assicurazioni) 30% per i desideri (ristoranti, hobby, Netflix, viaggi, abbonamenti vari) 20% per risparmio e investimenti (fondo emergenze, PAC su ETF, pensione integrativa)
Perché è diventata così popolare? Perché è stupidamente semplice da ricordare e ti dà una struttura chiara senza doverti segare le vene dietro a ogni singolo caffè che prendi.
Se vuoi approfondire l’importanza di avere una struttura chiara per le tue finanze, ti consiglio di leggere l’articolo sulla pianificazione finanziaria e quello sulla piramide dei bisogni finanziari.
Perché funziona (in teoria)
La regola funziona perché:
- È facile da ricordare – Non devi tenere a mente 47 categorie di spesa
- Ti costringe a risparmiare prima – Il 20% non è opzionale
- Ti dà spazio per vivere – Il 30% per desideri ti evita frustrazioni
- È flessibile – Puoi adattarla alla tua vita
Il problema? Oggi applicarla alla lettera è diventato quasi impossibile per molti italiani.
La versione aggiornata: adattare la regola alla realtà italiana
Siamo onesti: la regola 50 30 20 è stata pensata nel 2005 in America. Da allora sono successe alcune cosette:
- Inflazione 2021-2024: i prezzi sono aumentati del 15-17% in tre anni
- Affitti fuori controllo: a Milano una stanza singola costa 600-800€, a Roma idem
- Stipendi stagnanti: lo stipendio medio netto in Italia è circa 1.400-1.500€
- Costi energetici: le bollette sono raddoppiate rispetto al 2020
Facciamo due conti veloci. Luca, 28 anni, lavora a Milano. Stipendio netto: 1.500€/mese.
Costi fissi (dovrebbero essere il 50% = 750€):
- Affitto: 650€
- Spesa: 250€
- Trasporti (abbonamento ATM): 40€
- Telefono: 10€
- Assicurazione: 30€
Totale: 980€ → Già il 65% dello stipendio, non il 50%.
Vedi il problema? La regola originale è spesso inapplicabile. Ma questo non significa che sia inutile. Significa che va adattata.
Varianti della regola 50 30 20
Versione 60/20/20 (grandi città) Se vivi in città costose come Milano, Roma, Bologna:
- 60% costi fissi (realistico con affitti alti)
- 20% desideri (ridotto ma ancora presente)
- 20% risparmio (mantieni l’obiettivo)
Versione 40/30/30 (provincia o casa di proprietà) Se vivi in provincia o hai la casa di proprietà:
- 40% costi fissi (niente affitto = game changer)
- 30% desideri (vivi serenamente)
- 30% risparmio (puoi accelerare gli obiettivi)
Versione “Famiglia con figli” 55/25/20 Se hai figli piccoli (asilo, pannolini, spese mediche):
- 55% costi fissi (asilo nido costa 300-600€/mese)
- 25% desideri (ridotto per necessità)
- 20% risparmio (anche se duro, resta prioritario)
L’importante non è seguire i numeri alla lettera. L’importante è avere una struttura chiara e rispettarla.
Come applicarla nel mondo reale (esempi pratici)
Ora vediamo come funziona nella pratica con esempi reali.
Esempio 1: Giulia, 25 anni, Roma, 1.300€/mese netto
Costi fissi (60%): 780€
- Affitto stanza: 550€
- Spesa: 180€
- Abbonamento mezzi: 35€
- Telefono: 10€
- Assicurazione sanitaria integrativa: 5€
Desideri (20%): 260€
- Cene fuori/aperitivi: 80€
- Abbonamenti (Netflix, Spotify, palestra): 50€
- Vestiti/shopping: 60€
- Hobby/viaggi: 70€
Risparmio (20%): 260€
- Fondo emergenze: 100€
- PAC ETF mensile: 100€
- Fondo “viaggio annuale”: 60€
Giulia riesce a risparmiare 260€/mese = 3.120€ all’anno. Non diventerà ricca domani, ma in 5 anni avrà messo da parte 15.600€ (senza considerare i rendimenti degli investimenti).
Esempio 2: Marco, 35 anni, provincia di Brescia, casa di proprietà, 1.800€/mese netto
Costi fissi (35%): 630€
- Mutuo: 0€ (casa pagata dai genitori)
- Spesa: 280€
- Auto (benzina, manutenzione media): 200€
- Bollette: 100€
- Assicurazioni varie: 50€
Desideri (30%): 540€
- Ristoranti/tempo libero: 200€
- Hobby (moto): 150€
- Abbonamenti vari: 40€
- Regali/imprevisti: 150€
Risparmio (35%): 630€
- Fondo emergenze: 200€
- PAC ETF: 300€
- Fondi obiettivi (casa nuova, figli): 130€
Marco risparmia 630€/mese = 7.560€ all’anno. Vivere senza affitto cambia completamente il gioco.
La differenza più grande: l’affitto
Come vedi dagli esempi, l’affitto è il killer della regola 50 30 20. Se paghi affitto in una grande città, sarà quasi impossibile stare nel 50% dei costi fissi.
Questo non significa che sei “sbagliato”. Significa che devi adattare la regola alla tua realtà.
Test pratico: dove stai davvero?
Ora facciamo il test. Prendi carta e penna (o apri il calcolatore del telefono).
Step 1: Calcola il tuo stipendio netto mensile
Esempio: 1.500€
Step 2: Calcola il 50 30 20
- 50% costi fissi = 750€
- 30% desideri = 450€
- 20% risparmio = 300€
Step 3: Scrivi le tue spese reali dell’ultimo mese
Costi fissi reali:
- Affitto: ___€
- Spesa: ___€
- Bollette: ___€
- Trasporti: ___€
- Assicurazioni: ___€
- Totale: ___€
Desideri reali:
- Ristoranti/aperitivi: ___€
- Abbonamenti (Netflix, palestra, ecc.): ___€
- Shopping: ___€
- Hobby/viaggi: ___€
- Totale: ___€
Risparmio reale:
- Quanto hai risparmiato davvero: ___€
Step 4: Confronta e scopri il tuo profilo
Profilo A – “Tutto in linea” Costi fissi: ≤55% | Desideri: ≤35% | Risparmio: ≥15%
Complimenti. Sei nella situazione ideale o molto vicina. Continua così e fai piccoli aggiustamenti per migliorare ancora.
Profilo B – “Fuori budget moderato” Costi fissi: 55-70% | Desideri: 25-40% | Risparmio: 5-15%
Situazione tipica italiana. Stai risparmiando qualcosa ma non abbastanza. Puoi migliorare tagliando i desideri o aumentando le entrate.
Profilo C – “Fuori budget grave” Costi fissi: >70% | Desideri: >40% | Risparmio: <5%
Allerta rossa. Stai vivendo mese per mese e qualsiasi imprevisto ti mette in crisi. Devi intervenire subito.
Se sei nel profilo B o C, non disperarti. Il primo passo è la consapevolezza. Ora vediamo cosa fare.
Il calcolatore 50 30 20
Per semplificarti la vita ho predisposto questo calcolatore in modo da non farti fare i conti a mano.
Cosa fare se non rispetti la regola
Sei nel profilo B o C? Ecco le azioni concrete che puoi fare.
1. Taglia intelligentemente i desideri
Non devi rinunciare a tutto. Devi eliminare gli sprechi.
Abbonamenti dimenticati
- Fai l’inventario: Netflix, Spotify, palestra, Amazon Prime, Audible…
- Quanti ne usi davvero? Cancella quelli che hai usato <2 volte nell’ultimo mese
- Risparmio potenziale: 30-80€/mese
Ristoranti e delivery
- Non eliminare le cene fuori (ti fanno vivere meglio)
- Riduci i delivery impulsivi (quelli del martedì sera davanti alla TV)
- Imposta un budget fisso mensile: 100€ per ristoranti, stop
- Risparmio potenziale: 100-200€/mese
Shopping compulsivo
- Regola delle 48 ore: vedi qualcosa che vuoi comprare? Aspetta 48 ore
- Se dopo 48 ore lo vuoi ancora, compralo (il 70% delle volte non lo vuoi più)
- Risparmio potenziale: 50-150€/mese
2. Riduci i costi fissi (dove possibile)
Spesa alimentare
- Passa ai discount per prodotti base (Eurospin, Lidl, MD)
- Compra marca del supermercato, non sempre branded
- Pianifica i pasti settimanali (sprechi meno)
- Risparmio potenziale: 40-80€/mese
Bollette
- Cambia operatore energia (mercato libero può farti risparmiare 20-40€/mese)
- Cambia operatore mobile (iliad, ho., Kena: 6-8€/mese vs 15-25€ degli altri)
- Risparmio potenziale: 30-60€/mese
Affitto
- Opzione drastica: trasloca in zona meno costosa o prendi coinquilino
- Opzione intermedia: negozia riduzione con proprietario (se sei inquilino modello da anni)
- Risparmio potenziale: 50-200€/mese (se fattibile)
3. Aumenta le entrate (il modo più efficace)
Tagliare le spese ha un limite. Aumentare le entrate no.
Lavoro extra
- Freelancing nel weekend (anche 200-300€/mese fanno la differenza)
- Vendi competenze su Fiverr, Upwork o localmente
- Side hustle: ripetizioni, traduzioni, grafica, sviluppo web
Aumento di stipendio
- Chiedi aumento al lavoro attuale (con dati e risultati alla mano)
- Cambia azienda (chi cambia guadagna +15-30% in media)
- Fai corsi/certificazioni per aumentare competenze
Vendita oggetti inutilizzati
- Svuota casa su Vinted, Subito, Facebook Marketplace
- Una tantum, ma può darti 500-1.500€ iniziali per fondo emergenze
4. Riduci le frizioni psicologiche
Il problema del budget non è sempre matematico. È psicologico.
Automatizza il risparmio
- Il 20% parte in automatico il giorno dopo lo stipendio
- Non devi “decidere” di risparmiare ogni mese (lo fai e basta)
- Usa bonifici automatici o strumenti come Moneyfarm
Separazione dei conti
- Conto 1: spese quotidiane
- Conto 2: risparmio (non lo tocchi mai)
- Conto 3: desideri/svago
Gamification
- Traccia il risparmio con app (tipo YNAB, Monefy, Excel)
- Celebra traguardi (ogni 1.000€ risparmiati = cena fuori premio)
Come integrare la regola 50 30 20 con un piano di investimento
Ok, hai fatto ordine nel budget. Ora arriva la parte interessante: trasformare il 20% di risparmio in un vero piano di investimento.
Risparmiare sul conto corrente è il primo passo, ma non basta. L’inflazione ti mangia il 2-3% all’anno. Se vuoi davvero costruire patrimonio, devi investire.
Dal risparmio all’investimento: il passaggio critico
Il 20% della regola non è fatto per restare sul conto. È fatto per lavorare per te.
Strategia consigliata (in ordine):
- Fondo emergenze (priorità assoluta)
- 3-6 mesi di spese su conto deposito vincolato o svincolabile
- Esempio: spese mensili 1.200€ → fondo emergenze 3.600-7.200€
- Tempo: 12-24 mesi per costruirlo
- Investimenti a lungo termine (PAC su ETF)
- Dopo aver coperto le emergenze, inizia PAC mensile
- Anche 50-100€/mese fanno la differenza
- Orizzonte minimo: 10-15 anni
- Obiettivi specifici (conti deposito dedicati)
- Viaggio, auto, caparra casa → conti separati
- Più facile da tracciare e non tocchi i soldi
Moneyfarm: soluzione semplice per chi parte da zero
Se l’idea di scegliere ETF, broker, ribilanciamento ti spaventa, esistono soluzioni automatizzate come Moneyfarm.
Moneyfarm è un robo-advisor italiano (quindi con sostituto d’imposta) che:
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È perfetto per chi vuole trasformare il “20% della regola” in un investimento concreto senza impazzire dietro a grafici e analisi tecniche.
Come funziona nella pratica:
- Fai il test del profilo (5 minuti)
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- Imposti PAC automatico (es: 200€/mese)
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I costi sono trasparenti: 0,90-1,20% annuo tutto incluso (commissioni + costi ETF). Non è gratis, ma per chi parte da zero e vuole semplicità, è una soluzione ottima.
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Alternativa fai-da-te Se preferisci gestire tutto tu, il percorso classico è:
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Più economico, ma richiede tempo, studio e disciplina.
Errori più comuni nell’applicare la regola 50 30 20
Anche chi conosce la regola spesso la applica male. Ecco gli errori tipici.
Errore 1: Confondere spese variabili con fisse
Sbagliato: “La spesa è fissa, spendo sempre 300€”
Giusto: La spesa BASE è fissa (180-200€). Se spendi 100€ extra in vino e sushi, quello va nei desideri.
La regola: se puoi vivere senza, non è un costo fisso.
Errore 2: Applicare la regola senza adattarla
Sbagliato: “Vivo a Milano con 1.300€, devo stare nel 50% di costi fissi (650€)”
Giusto: “Milano costa cara. Userò la versione 60/20/20 (780€ costi fissi) o trovo soluzioni per ridurre l’affitto.”
La regola è una guida, non una legge fisica.
Errore 3: Non avere un fondo emergenze
Sbagliato: “Risparmio il 20% tutto su ETF”
Giusto: “Prima costruisco 3-6 mesi di spese in liquidità. POI investo il resto.”
Senza fondo emergenze, al primo imprevisto vendi gli ETF in perdita (errore fatale).
Errore 4: Sottostimare le abitudini di consumo
Sbagliato: “Spendo 50€/mese in ristoranti” (tracciando scopri che sono 200€)
Giusto: Traccia TUTTO per un mese. Poi decidi dove tagliare.
L’autoinganno è il nemico numero uno del budget.
Errore 5: Essere troppo rigidi
Sbagliato: “Questo mese ho speso 35% in desideri invece del 30%, sono un fallito”
Giusto: “Ok, questo mese ho sforato un po’. Il mese prossimo recupero.”
La perfezione non esiste. L’importante è la media su 3-6 mesi.
Caso studio completo: trasformazione di Sara
Vediamo un caso reale dall’inizio alla fine.
PRIMA
Sara, 32 anni, insegnante, Milano
- Stipendio netto: 1.600€/mese
- Risparmio: 0€ (a fine mese sempre raschiare il barile)
- Stress finanziario: altissimo
Costi prima dell’intervento:
- Affitto: 700€
- Spesa: 300€ (tanti delivery)
- Trasporti: 40€
- Telefono: 25€
- Palestra: 60€
- Abbonamenti vari (Netflix, Spotify, Adobe): 40€
- Ristoranti/aperitivi: 250€
- Shopping: 150€
- Varie: 35€
Totale: 1.600€ (100% dello stipendio)
Distribuzione reale:
- Costi fissi: 67% (1.065€)
- Desideri: 33% (535€)
- Risparmio: 0%
Profilo: Fuori budget grave.
INTERVENTO
Sara ha applicato il metodo 60/20/20 adattato a Milano.
Obiettivo nuovo:
- Costi fissi: 960€ (60%)
- Desideri: 320€ (20%)
- Risparmio: 320€ (20%)
Azioni concrete:
Riduzione costi fissi (-105€):
- Spesa ottimizzata: 300€ → 220€ (discount + meal prep)
- Telefono: 25€ → 9€ (passaggio a iliad)
- Elimina delivery impulsivi
Riduzione desideri (-215€):
- Palestra: 60€ → 30€ (passaggio a McFit)
- Abbonamenti: 40€ → 20€ (cancellato Adobe, tenuto Netflix+Spotify)
- Ristoranti: 250€ → 120€ (budget fisso, solo weekend)
- Shopping: 150€ → 50€ (regola 48 ore + lista)
Totale risparmiato: 320€/mese
DOPO (6 mesi)
- Costi fissi: 955€ (60%)
- Desideri: 325€ (20%)
- Risparmio: 320€ (20%)
Risultati dopo 6 mesi:
- Fondo emergenze costruito: 1.500€
- PAC ETF iniziato: 100€/mese (600€ investiti)
- Stress finanziario: drasticamente ridotto
- Qualità vita: migliorata (mangia fuori meno ma meglio, compra meno ma cose che usa)
Sara ora dorme tranquilla. Sa che se si rompe il computer o deve tornare d’urgenza in Sicilia, ha i soldi. Non vive mese per mese. Ha ripreso il controllo.
Conclusioni: la regola funziona, ma va personalizzata
La regola 50 30 20 non è magia. È una struttura semplice che funziona SE la adatti alla tua realtà.
Riepilogo punti chiave:
- La regola originale (50 30 20) va bene come punto di partenza, ma in Italia serve flessibilità
- Adatta le percentuali alla tua situazione: 60/20/20 per grandi città, 40/30/30 se hai casa di proprietà
- Il 20% di risparmio è prioritario – se non riesci, riduci i desideri o aumenta le entrate
- Traccia tutto per un mese – senza dati reali, non sai dove stai sbagliando
- Automatizza il risparmio – togli la decisione dall’equazione
- Il risparmio è il primo passo, l’investimento è il secondo – fondo emergenze prima, ETF dopo
Se oggi stai salvando 0€ al mese, parti dal salvare il 10%. Poi 15%. Poi 20%. Non serve essere perfetti da subito. Serve iniziare.
Vuoi strumenti pratici per applicare la regola?
Sul blog trovi:
- Calcolatore budget gratuito per tracciare entrate/uscite
- Guida al risparmio automatico con metodi concreti
- Confronto conti deposito per fondo emergenze
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