Ti sei mai chiesto quanto costa davvero un dipendente rispetto a un lavoratore autonomo? O se conviene accettare quella proposta di lavoro dipendente quando hai già la partita IVA?
Nel labirinto fiscale italiano, capire la differenza reale tra lavoro dipendente e autonomo non è banale. Le cifre che vedi sulla busta paga o sulla fattura sono solo la punta dell’iceberg. Sotto ci sono tasse, contributi, aliquote e percentuali che possono farti girare la testa.
Ho creato questo calcolatore proprio per rispondere alla domanda che assilla professionisti, freelance e aziende: qual è il costo fiscale reale delle diverse opzioni contrattuali a parità di guadagno netto?
In questa guida ti spiego:
- Come funziona il costo fiscale per dipendenti e autonomi
- Quando conviene la partita IVA e quando il contratto da dipendente
- Come usare il calcolatore per fare scelte informate
- Esempi pratici con cifre reali
Tempo di lettura: 12 minuti
Risparmio potenziale: migliaia di euro all’anno in ottimizzazione fiscale
Perché Ho Creato Questo Calcolatore
Quando lavori come dipendente, vedi uno stipendio netto. Semplice, chiaro. Ma dietro quel numero c’è un costo aziendale molto più alto. L’azienda paga circa il 30% in più rispetto al tuo lordo solo di contributi.
Se invece sei autonomo con partita IVA, fatturi una cifra ma poi tra tasse e contributi ti rimane molto meno. E la confusione aumenta perché devi scegliere tra regime forfettario e ordinario, ognuno con le sue regole.
Il problema? Non è facile confrontare le due situazioni.
Immagina: ti propongono 2.000€ netti al mese da dipendente. Conviene? Quanto dovresti fatturare come autonomo per avere lo stesso netto? E per l’azienda, quanto costa davvero assumerti rispetto a pagare un freelance esterno?
Questo calcolatore risponde a tutte queste domande in 30 secondi.
Come Funziona il Costo Fiscale: Le Basi
Lavoro Dipendente: La Struttura dei Costi
Quando sei assunto come dipendente, succede questo:
1. L’azienda decide il tuo stipendio lordo annuale
Esempio: 30.000€ lordi all’anno
2. Si pagano contributi INPS a carico del dipendente (circa 9%)
30.000€ – 2.700€ = 27.300€ imponibile fiscale
3. Si calcola l’IRPEF a scaglioni
- Primi 28.000€ al 23% = 6.440€
- Rimanente al 35%
4. Si applicano detrazioni fiscali
Detrazione lavoro dipendente + eventuali carichi familiari
5. Si ottiene il netto annuale
Che diviso 13 (o 14 mensilità) dà lo stipendio in busta paga
6. L’azienda aggiunge i suoi contributi (circa 30% del lordo)
30.000€ + 9.000€ = 39.000€ di costo aziendale totale
Questo significa che per darti 2.000€ netti al mese, l’azienda spende circa 3.250€ al mese.
Partita IVA: Regime Forfettario vs Ordinario
Regime Forfettario (fino a 85.000€ di fatturato)
È il regime semplificato per piccoli professionisti e freelance. Funziona così:
1. Fatturi una cifra lorda (esempio: 50.000€/anno)
2. Si applica il coefficiente di redditività del tuo settore
- Professionisti (avvocati, commercialisti, consulenti): 78%
- Informatici, designer, copywriter: 78%
- Commercio: 40%
- Artigiani: 67%
- Servizi di alloggio: 40%
Esempio settore informatico:
50.000€ × 78% = 39.000€ reddito imponibile
3. Si paga l’imposta sostitutiva
- 5% per i primi 5 anni (regime startup)
- 15% dal sesto anno in poi
39.000€ × 15% = 5.850€ di tasse
4. Si pagano i contributi INPS (circa 26% del reddito imponibile)
39.000€ × 26% = 10.140€ di contributi
5. Netto finale:
50.000€ – 5.850€ – 10.140€ = 33.010€ netti all’anno
Che significa circa 2.750€ al mese (ma senza tredicesima né ferie pagate).
Regime Ordinario (oltre 85.000€ o per scelta)
Nel regime ordinario hai contabilità completa, puoi dedurre le spese reali e paghi IRPEF a scaglioni come i dipendenti, più IRAP.
È più complesso e generalmente meno conveniente per fatturati bassi, ma può dare vantaggi con spese elevate o fatturati importanti.
Come Usare il Calcolatore: Guida Passo-Passo
Step 1: Inserisci il Reddito Netto Desiderato
Quanto vuoi guadagnare davvero ogni mese?
Qui inserisci la cifra che vorresti avere effettivamente in tasca. Non il lordo, non il fatturato: i soldi reali che usi per vivere.
Esempio: 2.500€ al mese
Il calcolatore considera automaticamente 13 mensilità per il lavoro dipendente (includendo la tredicesima).
Step 2: Scegli la Tipologia di Lavoro Autonomo
Hai due opzioni:
Regime Forfettario
Ideale se fatturi meno di 85.000€ all’anno. Tassazione semplificata al 5% o 15%.
Regime Ordinario
Per fatturati superiori o per chi ha molte spese deducibili.
Se hai dubbi, parti dal forfettario: è quasi sempre più conveniente per freelance e piccoli professionisti.
Step 3: Seleziona il Settore di Attività
Questo è fondamentale perché ogni settore ha un coefficiente di redditività diverso:
- Professionisti (consulenti, avvocati, commercialisti): 78%
- Attività tecniche (informatici, designer, architetti): 78%
- Commercio all’ingrosso/dettaglio: 40%
- Artigiani e piccole manifatture: 67%
- Attività di alloggio/ristorazione: 40%
- Servizi vari: 67%
Il coefficiente indica quale percentuale del tuo fatturato viene considerata “reddito imponibile” su cui calcolare tasse e contributi.
Esempio pratico:
Se sei un consulente marketing (78%) e fatturi 50.000€:
- Reddito imponibile = 50.000€ × 78% = 39.000€
- Su questi 39.000€ paghi il 15% di tasse + 26% di contributi
Se invece gestisci un negozio online (40%) e fatturi 50.000€:
- Reddito imponibile = 50.000€ × 40% = 20.000€
- Su questi 20.000€ paghi il 15% di tasse + 26% di contributi
Chiaro perché il settore conta? A parità di fatturato, paghi tasse molto diverse.
Step 4: Premi “Calcola” e Leggi i Risultati
Il calcolatore ti mostra immediatamente:
✅ La soluzione più conveniente (dipendente, forfettario o ordinario)
📊 Per ogni opzione:
- Quanto costa totalmente (all’azienda o come fatturato necessario)
- Quante tasse e contributi si pagano
- L’aliquota fiscale effettiva
📈 Un grafico visivo che ti fa capire a colpo d’occhio le differenze
Interpretare i Risultati: Cosa Significano i Numeri
Sezione Lavoro Dipendente
Reddito lordo annuale necessario
Quanto deve essere il tuo stipendio lordo per ottenere il netto che hai chiesto.
Esempio: per 2.000€ netti al mese, serve un lordo di circa 28.000-30.000€/anno.
Tasse e contributi trattenuti
Quanto viene trattenuto dalla busta paga tra IRPEF e contributi INPS.
Solitamente circa il 30-35% del lordo.
Costo totale per l’azienda
Questo è il numero che interessa ai datori di lavoro. Include:
- Il tuo stipendio lordo
- I contributi a carico dell’azienda (~30%)
- Eventuali costi accessori (TFR accantonato)
Per un lordo di 30.000€, l’azienda spende circa 39.000€.
Sezione Partita IVA (Forfettario/Ordinario)
Fatturato necessario annuale
Quanto devi fatturare per portare a casa lo stesso netto del dipendente.
Questa è la cifra da confrontare col “costo aziendale” per capire cosa conviene.
Tasse e contributi da pagare
La somma di:
- Imposta sostitutiva (5% o 15% per il forfettario)
- Contributi previdenziali INPS (~26%)
- Eventuali altri balzelli
Aliquota fiscale effettiva
La percentuale reale di tassazione sul fatturato.
Attenzione: nel forfettario spesso si parla del “15% di tasse”, ma con i contributi INPS l’aliquota reale sale al 35-40%.
Il Grafico Comparativo
Le barre colorate ti fanno capire subito:
- Quanto costa in totale ogni opzione (barra intera)
- Quanto va in tasse (porzione rossa/arancione)
- Quanto rimane netto (porzione verde)
L’opzione migliore è quella con il miglior rapporto costo/beneficio:
- Per il professionista: più netto possibile
- Per l’azienda: meno costo totale possibile
- Per entrambi: l’equilibrio tra le due esigenze
Esempi Pratici: Confronti Reali
Caso 1: Il Consulente Informatico
Situazione: Luca è un sviluppatore software freelance che lavora in regime forfettario. Gli propongono un contratto da dipendente con 2.500€ netti al mese. Conviene?
Dati inseriti nel calcolatore:
- Reddito netto desiderato: 2.500€/mese
- Settore: Informatica (78%)
- Regime: Forfettario
Risultati:
Come dipendente:
- Lordo necessario: ~37.000€/anno
- Tasse e contributi: ~12.000€
- Costo aziendale totale: ~48.000€
- Netto mensile: 2.500€ (× 13 mensilità)
Come forfettario:
- Fatturato necessario: ~52.000€/anno
- Tasse: ~6.084€ (15% di 40.560€)
- Contributi: ~10.546€ (26% di 40.560€)
- Netto annuale: ~35.370€ → 2.720€/mese
Conclusione: Rimanendo in partita IVA forfettaria, Luca deve fatturare 52.000€/anno per guadagnare come con il contratto da dipendente (che all’azienda costa 48.000€).
Dal punto di vista dell’azienda conviene leggermente assumerlo. Dal punto di vista di Luca, il dipendente offre stabilità ma meno guadagno netto mensile (2.500€ vs 2.720€), però con ferie pagate, tredicesima e malattia coperta.
Verdict: Dipende dalle priorità. Se Luca fattura già stabilmente 50-60k, meglio rimanere autonomo. Se ha bisogno di stabilità, il dipendente va bene.
Caso 2: La Consulente Marketing Giovane (Regime Startup)
Situazione: Giulia ha appena aperto partita IVA come consulente marketing. Essendo nei primi 5 anni, può beneficiare dell’aliquota ridotta al 5% invece che al 15%. Le viene proposto un lavoro da dipendente a 1.800€ netti al mese.
Dati inseriti:
- Reddito netto desiderato: 1.800€/mese
- Settore: Servizi professionali (78%)
- Regime: Forfettario startup (5%)
Risultati:
Come dipendente:
- Lordo necessario: ~26.000€/anno
- Costo aziendale: ~34.000€
- Netto: 1.800€ × 13 = 23.400€/anno
Come forfettaria startup:
- Fatturato necessario: ~32.000€/anno
- Tasse: ~1.248€ (5% di 24.960€)
- Contributi: ~6.490€ (26% di 24.960€)
- Netto: ~23.400€/anno
Conclusione: Con l’agevolazione startup al 5%, Giulia può guadagnare lo stesso netto fatturando solo 32.000€, contro un costo aziendale di 34.000€ per il dipendente.
Verdict: Conviene nettamente rimanere in partita IVA finché dura l’agevolazione startup. Dopo 5 anni, ricalcolare con l’aliquota al 15%.
Caso 3: L’Azienda che Deve Assumere
Situazione: Un’azienda deve scegliere se assumere un grafico interno o affidarsi a un freelance esterno. Budget massimo: 40.000€/anno.
Opzione 1: Assumere da dipendente
- Con 40.000€ di costo aziendale, può offrire:
- Lordo: ~30.800€
- Netto dipendente: ~21.000€/anno (~1.600€/mese × 13)
Opzione 2: Freelance forfettario
- Con 40.000€ può pagare fatture per 40.000€
- Il freelance (settore 78%, aliquota 15%) si porta a casa:
- Reddito imponibile: 31.200€
- Tasse: 4.680€
- Contributi: 8.112€
- Netto: ~27.208€ (~2.270€/mese)
Conclusione: A parità di budget aziendale (40k), il freelance guadagna il 30% in più rispetto al dipendente. Ma il dipendente ha ferie pagate, malattia, tredicesima, TFR.
Verdict: Se serve qualcuno full-time e fidelizzato, assumere. Se servono competenze spot o a progetto, meglio il freelance.
Limiti del Calcolatore (e Cosa Non Considera)
È importante capire che questo calcolatore offre una stima semplificata. Non sostituisce un commercialista, ma è ottimo per farsi un’idea rapida.
Cosa NON considera:
Detrazioni Specifiche
- Detrazioni per familiari a carico
- Detrazioni per spese sanitarie, mutuo, ristrutturazioni
- Bonus bebè, assegno unico
Sgravi e Incentivi
- Sgravi contributivi per nuove assunzioni
- Decontribuzione Sud
- Esonero giovani under 35
Contributi Aggiuntivi
- INAIL per i dipendenti
- Contributi maternità per gli autonomi
- Contributi speciali di categoria professionale
Vantaggi Non Monetari del Dipendente
- Ferie pagate (circa 1.800€/anno di valore)
- Malattia coperta
- Maternità/paternità retribuite
- TFR (circa 1 mensilità all’anno accantonata)
- Maggiore facilità di accesso al credito (mutui)
Vantaggi della Partita IVA
- Flessibilità di orario
- Possibilità di dedurre spese (nel regime ordinario)
- Potenziale di guadagno illimitato
- Diversificazione clienti
Se questi aspetti sono rilevanti per la tua situazione, ti consiglio di consultare un commercialista dopo aver usato il calcolatore per avere un quadro completo.
Quando Conviene il Lavoro Dipendente
Ecco i casi in cui accettare (o offrire) un contratto da dipendente ha più senso:
✅ Hai bisogno di stabilità
Stipendio fisso ogni mese, senza l’ansia di trovare clienti
✅ Vuoi tutele e welfare
Ferie pagate, malattia, maternità, tredicesima, TFR
✅ Devi accedere al credito
Banche e istituti di credito preferiscono nettamente i dipendenti per mutui e prestiti
✅ Non vuoi pensare alla burocrazia
Niente fatture, F24, commercialista, dichiarazioni: a tutto pensa l’azienda
✅ Lavori in settori con coefficienti bassi
Se il tuo settore ha un coefficiente di redditività del 40-50%, il dipendente spesso conviene di più
✅ Cerchi formazione e crescita strutturata
Le aziende offrono percorsi di carriera, corsi, mentorship
Quando Conviene la Partita IVA
Ecco quando rimanere (o diventare) lavoratori autonomi è la scelta migliore:
✅ Sei nei primi 5 anni e puoi avere il regime startup
Aliquota al 5% invece che al 15%: un vantaggio enorme
✅ Lavori in un settore ad alto coefficiente (78%)
Professionisti, consulenti, informatici, creativi
✅ Hai già un buon parco clienti stabile
E fatturi sopra i 40-50k con regolarità
✅ Vuoi massimizzare il guadagno netto
A parità di “costo”, il forfettario porta a casa di più
✅ Apprezzi flessibilità e autonomia
Orari, modalità di lavoro, scelta dei progetti
✅ Puoi permetterti l’incertezza
Non tutti i mesi sono uguali, bisogna saper gestire i flussi
✅ Hai buona capacità organizzativa
Fatture, scadenze F24, gestione clienti: serve metodo
Strategie di Ottimizzazione
Per il Professionista
1. Valuta il timing del regime startup
Se hai meno di 5 anni di partita IVA, l’aliquota al 5% cambia tutto. Aspetta a passare da dipendente finché dura questa agevolazione.
2. Considera il regime ordinario solo con spese alte
Se hai un ufficio, dipendenti, molta attrezzatura, il regime ordinario potrebbe convenirti. Ma serve almeno il 40-50% di spese deducibili.
3. Negozia il lordo, non il netto
Quando ricevi un’offerta da dipendente, parla sempre di cifre lorde. È l’unico modo per confrontare correttamente con la tua partita IVA.
4. Calcola il valore dei benefit
Ferie (1.800€), malattia, tredicesima, TFR: sommali al netto per capire il valore reale dell’offerta.
Per l’Azienda
1. Usa i freelance per progetti a tempo determinato
Eviti costi di uscita (licenziamento, TFR) e rigidità contrattuale.
2. Assumi quando serve continuità
Un dipendente fedele e formato vale di più nel lungo periodo.
3. Considera i costi nascosti del freelance
Niente ferie significa che ad agosto devi trovare qualcun altro. Niente malattia significa che se si ammala il progetto si ferma.
4. Mescola le strategie
Team fisso di dipendenti + freelance per i picchi di lavoro = flessibilità ottimale.
Domande Frequenti
Il forfettario è sempre più conveniente del dipendente?
No. Dipende da:
- Coefficiente di redditività del tuo settore
- Se sei nei primi 5 anni (5% vs 15%)
- Quanto fatturi stabilmente
- Quanto valgono per te i benefit del dipendente
Con il calcolatore puoi verificare subito il tuo caso specifico.
Posso passare da dipendente a partita IVA e viceversa?
Sì, ma con attenzione:
- Da dipendente a partita IVA: puoi aprire in qualsiasi momento. Occhio però a non lavorare per lo stesso ex-datore (rischio rapporto di subordinazione)
- Da partita IVA a dipendente: chiudi la partita IVA e accetti il contratto. Puoi riaprirla in futuro se serve
Come funziona se voglio tenere sia partita IVA che lavoro dipendente?
Si può fare. Pagherai:
- IRPEF cumulativa su entrambi i redditi
- Contributi separati (INPS dipendente + INPS autonomi)
Attenzione: potresti uscire dal regime forfettario se i ricavi superano 85.000€ totali o se lavori prevalentemente per il tuo datore.
Il calcolatore tiene conto delle differenze regionali?
No, usa aliquote medie nazionali. Le addizionali regionali e comunali possono far variare il netto di 100-300€/anno, ma l’ordine di grandezza resta corretto.
Quanto costa davvero un commercialista?
- Regime forfettario: 500-1.200€/anno per tenuta contabilità e dichiarazione
- Regime ordinario: 1.500-3.000€/anno
- Consulenza strategica: 150-300€/ora
Considera questo costo quando confronti dipendente vs autonomo.
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Investire la Differenza
Hai usato il calcolatore e hai scoperto che con la partita IVA guadagni 500€ in più al mese rispetto al dipendente. Ottimo. Ma cosa ne fai di quei 500€?
Ecco il punto: la vera convenienza non è solo fiscale, è finanziaria.
Se guadagni 500€ in più al mese come autonomo ma li spendi, sei allo stesso punto del dipendente (anzi peggio, perché non hai ferie pagate né TFR).
Ma se investi quei 500€ al mese per 30 anni al 7% annuo…
…accumuli oltre 600.000€.
Quella differenza apparentemente piccola, investita con disciplina, cambia la tua vita.
Come Investire Automaticamente i Tuoi Risparmi
La soluzione più semplice è un piano di accumulo (PAC) automatico su un portafoglio diversificato di ETF.
Hai due opzioni principali:
1. Fai-da-te con un broker low-cost
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- Tutto in automatico, commissioni zero
2. Gestione assistita con robo-advisor
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- Costo: 0,60-1% all’anno (meno di un commercialista)
Io personalmente uso entrambe le soluzioni:
- Scalable per il grosso del portafoglio (controllo totale, costi zero)
- Una quota minore in gestione per sperimentare e confrontare le performance
Il trucco? Automatizza tutto.
Imposta un bonifico automatico il giorno dopo che ricevi il pagamento (fattura incassata o stipendio). Non devi nemmeno pensarci: entra → esce → si investe.
Nei prossimi 20-30 anni quella differenza di 300-500€ al mese diventerà la tua indipendenza finanziaria.
Non Dimenticare il Fondo di Emergenza
Prima di investire, serve liquidità di sicurezza.
Se sei autonomo hai ancora più bisogno di un fondo di emergenza rispetto al dipendente. Non hai malattia, non hai cassa integrazione, non hai ferie pagate.
Obiettivo: 6-12 mesi di spese coperte.
Dove: conto deposito svincolabile o conto corrente remunerato tipo Hype (interesse del 3-4%, liquidità immediata).
Solo DOPO aver costruito il fondo emergenza, investi il surplus.
Conclusioni: Qual è la Scelta Giusta per Te?
Non esiste una risposta universale. La scelta tra lavoro dipendente e partita IVA dipende da:
✅ Situazione economica attuale
Quanto guadagni, quanto ti serve per vivere, se hai altre entrate
✅ Fase di vita
Se devi accendere un mutuo, meglio il dipendente. Se sei giovane e senza vincoli, la partita IVA offre più libertà.
✅ Settore professionale
Coefficienti alti (78%) = partita IVA più conveniente
Coefficienti bassi (40%) = spesso meglio il dipendente
✅ Propensione al rischio
Il dipendente è più sicuro. L’autonomo può guadagnare di più ma rischia di più.
✅ Obiettivi finanziari
Se punti all’indipendenza finanziaria, massimizzare il guadagno netto (partita IVA) e investire la differenza accelera il percorso.
Il calcolatore ti dà i numeri. La decisione finale spetta a te, in base alle tue priorità.
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Disclaimer: Questo calcolatore offre stime semplificate basate su parametri medi nazionali. Non sostituisce la consulenza di un commercialista, che può ottimizzare la tua situazione specifica. Le normative fiscali cambiano: verifica sempre con un professionista aggiornato.
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Non sono un consulente finanziario, ma un investitore comune che condivide il proprio percorso. Questo articolo è a scopo educativo. Le performance passate non garantiscono rendimenti futuri. La tassazione, i costi e le performance possono differire dai dati storici. Valuta attentamente la tua situazione personale, tolleranza al rischio e obiettivi finanziari. Se hai dubbi, consulta un professionista qualificato.