PAC Automatico: la Guida per Pigri

Confessione: sono pigro. Non nel senso che sto tutto il giorno sul divano, ma nel senso che non ho voglia di controllare ogni giorno i mercati, non voglio passare ore a decidere se è il “momento giusto” per comprare, e soprattutto non voglio che il mio successo finanziario dipenda dalla mia disciplina quotidiana.

Perché? Perché so che fallirò. Come te, come tutti.

Daniel Kahneman, premio Nobel per l’economia, ha passato una vita a dimostrare che noi esseri umani siamo pessimi nel prendere decisioni razionali sotto pressione emotiva. E i mercati finanziari? Sono esattamente quella pressione emotiva.

La soluzione? Un PAC automatico. Non è pigrizia, è intelligenza applicata. È costruire un sistema che funziona nonostante noi stessi, non grazie a noi.

Cos’è un PAC automatico e perché è perfetto per i pigri

Un PAC (Piano di Accumulo del Capitale) automatico è un sistema che preleva una cifra fissa dal tuo conto corrente a intervalli regolari (mensile, trimestrale, etc.) e la investe automaticamente in uno o più strumenti finanziari, tipicamente ETF.

La differenza tra un PAC “normale” e un PAC automatico è fondamentale:

  • PAC manuale: ogni mese devi ricordarti di fare il bonifico, accedere alla piattaforma, piazzare l’ordine, decidere se “aspettare qualche giorno perché i mercati sembrano alti”
  • PAC automatico: imposti tutto una volta, poi il sistema fa tutto da solo. Tu non devi fare nulla. Letteralmente.

I vantaggi comportamentali (che valgono più dei rendimenti)

Richard Thaler, altro Nobel per l’economia, ha dimostrato che il modo migliore per far risparmiare le persone non è motivarle, ma automatizzare. Il suo programma “Save More Tomorrow” ha aumentato i tassi di risparmio dal 3,5% al 13,6% semplicemente automatizzando i versamenti.

Con un PAC automatico:

  1. Non puoi procrastinare: Il denaro viene investito prima che tu possa decidere di “aspettare il momento giusto”
  2. Non subisci il market timing: Non compri solo quando “ti sembra” il momento giusto (spoiler: compri sempre ai massimi)
  3. Non ti demoralizzi: Nei mercati negativi, continui ad accumulare automaticamente a prezzi più bassi
  4. Non ti esalti: Nei mercati positivi, continui a comprare evitando di buttare tutto in un colpo

Come ho spiegato nell’articolo sulla pianificazione finanziaria, la costanza batte l’intuizione. Sempre.

Errori comuni nei PAC manuali (e perché l’automatizzazione li evita)

Parliamoci chiaro: i PAC manuali funzionano solo sulla carta. Nella realtà, quasi tutti commettono gli stessi errori.

Errore 1: Il market timing mascherato

Marco (nome di fantasia, ma storia reale) aveva deciso di fare un PAC di 200€ al mese su un ETF azionario. I primi tre mesi è andato tutto bene. Poi è arrivato febbraio 2022, l’invasione dell’Ucraina, e i mercati sono crollati del 15%.

Marco ha “saltato” il versamento di marzo. “Aspetto che si stabilizzino” pensava. Poi aprile, poi maggio. A giugno i mercati avevano già recuperato metà delle perdite, ma lui era rimasto fuori. Risultato? Ha perso esattamente i mesi in cui avrebbe comprato a sconto.

Un PAC automatico non ha paura. Non guarda i titoli dei giornali. Compra. Punto.

Errore 2: La procrastinazione creativa

“Questo mese ho avuto spese impreviste, salto e recupero il prossimo.”

Questa frase è la tomba di ogni buon proposito finanziario. Il problema non sono le spese impreviste (quelle capitano), ma la facilità con cui un mese diventa due, poi tre, poi “ricomincio a gennaio”.

Con l’automatizzazione, il versamento parte prima che tu possa trovare scuse. È come trattenere le tasse direttamente dalla busta paga: funziona perché non passi per la tua volontà.

Errore 3: L’overthinking paralizzante

“E se aspetto la prossima correzione?” “E se questo ETF non è il migliore?” “E se cambiano le tasse sui dividendi?”

Queste domande sono legittime, ma paralizzanti. La perfezione è nemica del bene. Un PAC automatico ti obbliga ad agire con le informazioni che hai, invece di aspettare informazioni perfette che non arriveranno mai.

Come funziona davvero un PAC automatico

Entriamo nel concreto. Un PAC automatico si basa su tre elementi:

1. La frequenza

Le opzioni più comuni sono:

  • Mensile: la più utilizzata, si sincronizza con lo stipendio
  • Trimestrale: per chi ha entrate irregolari
  • Settimanale: per chi vuole massimizzare la distribuzione temporale (ma attenzione ai costi fissi)

Esempio pratico: Con un PAC mensile di 150€, in un anno investi 1.800€. Con frequenza trimestrale da 450€, investi la stessa cifra ma con solo 4 operazioni invece di 12.

La frequenza ottimale dipende dai costi del tuo broker. Se ogni ordine costa 1,50€:

  • PAC mensile: 18€/anno di commissioni (1% su 1.800€)
  • PAC trimestrale: 6€/anno di commissioni (0,33% su 1.800€)

2. La modalità di esecuzione

Esistono due approcci:

A) Ordine ricorrente del broker Alcuni broker (come Scalable Capital o Fineco) permettono di impostare ordini automatici. Tu configuri quale ETF comprare, quanto e quando, e loro eseguono tutto automaticamente.

B) Bonifico automatico + ordine manuale Altri richiedono che tu faccia il bonifico automatico (dalla tua banca) e poi l’ordine manualmente. È semi-automatico, meglio di niente ma non ottimale.

3. I costi (che ti divorano se non stai attento)

Un PAC automatico deve avere costi compatibili con importi piccoli. Se investi 100€/mese e ogni ordine costa 5€, stai perdendo il 5% subito. È un suicidio finanziario.

Costi da cercare:

  • Commissioni fisse basse: max 1-1,50€ per ordine
  • Oppure percentuale bassa: 0,1-0,2% senza minimi
  • Nessun costo di custodia: evita banche tradizionali che ti chiedono 30-50€/anno per tenere i titoli

Esempio di impatto:

  • Investimento: 100€/mese per 10 anni
  • Rendimento medio: 7% annuo
  • Costo operazione: 1,50€ vs 5€

Con commissioni a 1,50€: valore finale ≈ 17.100€ Con commissioni a 5€: valore finale ≈ 16.400€

Differenza: 700€. Quasi un anno di versamenti buttati via.

L’aspetto psicologico (quello che conta davvero)

La vera magia del PAC automatico è che disaccoppia l’azione dalla decisione.

Quando devi decidere ogni mese se investire, stai utilizzando la tua “forza di volontà”, una risorsa limitata. Gli studi di Roy Baumeister dimostrano che la forza di volontà si esaurisce durante la giornata. Ogni decisione la consuma.

Un PAC automatico non richiede forza di volontà. È un’abitudine sistemica, come lavarsi i denti. Non ci pensi, lo fai.

Come creare un PAC automatico passo passo

Scenario reale: Giulia, 32 anni, stipendio netto 1.800€/mese, ha già un fondo di emergenza di 6 mesi di spese. Vuole iniziare a investire ma sa di non essere disciplinata.

Step 1: Definisci quanto puoi investire (realisticamente)

Giulia fa questo calcolo:

  • Entrate: 1.800€
  • Spese fisse: 1.100€
  • Spese variabili: 400€
  • Buffer: 100€
  • Disponibile per PAC: 200€

L’errore comune è essere troppo ambiziosi. Meglio 100€ sostenibili che 300€ che dovrai interrompere dopo 3 mesi.

Step 2: Scegli la piattaforma giusta

Giulia confronta:

  • Banca tradizionale: commissioni 2-3% per operazione → NO
  • Fineco: 2,95€ per ordine su ETF → troppo per 200€/mese
  • Directa: 1,50€ per ordine → accettabile
  • Scalable Capital: 0,99€ per ordine o piano Prime gratuito → ottimo
  • Trade Republic: commissioni basse ma PAC limitato a certi ETF → valutare

Step 3: Seleziona ETF adatti al PAC

Giulia decide per un approccio semplice basato sul portafoglio che uso io:

  • 70% ETF azionario mondiale (es. VWCE o SWDA)
  • 30% ETF obbligazionario (es. VAGF o AGGH)

Totale mensile: 200€

  • 140€ sull’azionario
  • 60€ sull’obbligazionario

Nota importante: con importi così piccoli, alcuni preferiscono alternare (un mese tutto azionario, il mese dopo tutto obbligazionario) per ridurre il numero di operazioni. Funziona, ma richiede più disciplina.

Step 4: Imposta l’automatismo

Vuoi davvero automatizzare il tuo PAC senza pensieri?

Uno dei modi più semplici per creare un PAC automatico efficace è utilizzare una piattaforma che lo supporta nativamente. Scalable Capital permette di configurare piani di accumulo completamente automatici su oltre 2.500 ETF, con commissioni ridotte e senza costi nascosti.

Imposti una volta l’importo, la frequenza e gli ETF da acquistare, e poi il sistema fa tutto da solo. Nessun login mensile, nessuna decisione emotiva, nessuna scusa per procrastinare. È esattamente quello che serve a un investitore pigro (nel senso buono del termine).

Puoi iniziare anche con piccoli importi, ideale per testare l’approccio senza impegni eccessivi.

Giulia configura:

  1. Bonifico automatico dalla sua banca: 200€ il giorno 5 di ogni mese verso Scalable
  2. PAC automatico su Scalable: il giorno 10 di ogni mese (dando tempo al bonifico di arrivare)
  3. Divisione: 140€ su VWCE, 60€ su VAGF

Totale tempo speso per configurare: 15 minuti. Tempo richiesto nei prossimi mesi: 0 minuti.

Errori da evitare

❌ Errore 1: Iniziare troppo aggressivi (300€/mese quando ne puoi permettere 150€)
❌ Errore 2: Scegliere troppi ETF (10 diversi con 50€ ciascuno = commissioni spropositate)
❌ Errore 3: Non considerare i costi (rischi di perdere il 5% subito)
❌ Errore 4: Non avere un fondo di emergenza prima di iniziare
❌ Errore 5: Cambiare strategia ogni 3 mesi leggendo l’ultimo guru di turno

Esempi numerici: 10 anni di PAC automatico vs PAC “quando mi ricordo”

Confrontiamo due investitori gemelli, entrambi vogliono investire 200€/mese per 10 anni:

Investitore A – PAC Automatico

  • Investe 200€ ogni mese, senza eccezioni
  • Rendimento medio: 7% annuo (assunzione ragionevole per portafoglio 70/30)
  • Versamenti totali: 24.000€ (200€ × 120 mesi)
  • Valore finale: 34.744€

Investitore B – PAC Manuale

  • Salta mediamente 2 mesi all’anno (vacanze, dimenticanze, “mercati alti”)
  • Quindi investe solo 10 mesi su 12
  • Versamenti totali: 20.000€ (200€ × 100 mesi effettivi)
  • Valore finale: 28.420€

Differenza: 6.324€

Ma c’è di peggio. L’investitore B non ha solo investito meno (4.000€ in meno di versamenti). Ha anche perso l’effetto prezzo medio proprio nei momenti migliori.

L’effetto prezzo medio nel dettaglio

Immaginiamo un anno difficile (tipo il 2022):

  • Gennaio: 200€ comprano 2 quote a 100€
  • Marzo (crollo -20%): L’investitore A compra, l’investitore B salta → A prende 2,5 quote a 80€
  • Giugno (recupero parziale): entrambi comprano a 90€
  • Settembre (nuovo calo): L’investitore A compra, l’investitore B salta → A prende 2,35 quote a 85€

A fine anno, quando i mercati tornano a 100€:

  • L’investitore A ha comprato 4 volte, inclusi i ribassi
  • L’investitore B ha comprato 2 volte, solo quando “si sentiva tranquillo”

Risultato: L’investitore A ha più quote acquistate a prezzi medi più bassi.

Questo è il vero vantaggio del PAC automatico: non è il timing perfetto, è la certezza di essere presenti nei momenti giusti (che sono imprevedibili).

Quali ETF scegliere per un PAC automatico (senza fare market timing)

Attenzione: non sto consigliando questi ETF specificamente a te. Sto spiegando la logica di selezione per un PAC automatico. Le scelte dipendono da età, obiettivi, orizzonte temporale e tolleranza al rischio.

Criteri di selezione

Per un PAC automatico, gli ETF devono avere:

  1. Alta liquidità: eviti problemi di spread bid-ask su piccoli importi
  2. Bassi costi: TER sotto 0,30% per azionari, sotto 0,15% per obbligazionari
  3. Dimensione adeguata: almeno 500M€ di masse gestite (riduce rischio di chiusura)
  4. Replica fisica: quando possibile, evita rischi di controparte della replica sintetica
  5. Ampia diversificazione: no ETF settoriali o tematici (troppo rischiosi per accumulo costante)

Esempi pratici (non consigli personali)

Per la componente azionaria:

  • ETF mondo (tipo MSCI World, FTSE All-World)
  • Vantaggi: massima diversificazione, bassa volatilità relativa
  • Contro: rendimenti “nella media” (ma questo è il punto!)

Per la componente obbligazionaria:

  • ETF governativi aggregati o corporate investment grade
  • Vantaggi: stabilità, protezione nei crolli azionari
  • Contro: rendimenti più bassi in fasi di crescita

Cosa evitare assolutamente:

  • ❌ ETF settoriali (tech, pharma, etc.) → troppa concentrazione
  • ❌ ETF a leva (se non sia ha la giusta esperienza e conoscenza) → amplificano le perdite sul lungo periodo
  • ❌ ETF su singoli paesi emergenti → volatilità eccessiva
  • ❌ ETF tematici di moda (AI, metaverso, cannabis…) → mode passeggere

La tentazione del market timing

“Sì ma ora i mercati sono alti, forse aspetto…”

Questa frase ha distrutto più portafogli della crisi del 2008. Perché? Perché i mercati sembrano “alti” per l’80% del tempo. È la loro natura.

Uno studio di Vanguard ha analizzato 94 anni di dati (1926-2020) e ha scoperto che:

  • I mercati azionari USA hanno chiuso ai massimi storici il 7% delle volte
  • Ma hanno chiuso a -5% dai massimi il 22% delle volte
  • E a -10% dai massimi il 46% delle volte

Se aspetti il “ribasso significativo”, rischi di aspettare anni. E intanto l’inflazione erode il tuo potere d’acquisto.

Come integrare un PAC automatico nella propria pianificazione finanziaria

Un PAC automatico non è un’operazione isolata. Va inserito in un contesto più ampio, seguendo una logica precisa.

Il ciclo EPSI (Emergenza – Protezione – Sicurezza – Investimento)

Come spiego nell’articolo sulla piramide dei bisogni finanziari, esistono priorità:

1. Emergenza: 3-6 mesi di spese in un conto deposito o conto corrente → Prima di iniziare qualsiasi PAC, questo deve essere coperto

2. Protezione: assicurazioni essenziali (RC, salute se necessario) → Non investire se non hai coperture base

3. Sicurezza: debiti con interessi alti (carte di credito, prestiti personali) → Pagare un debito al 10% è meglio di investire al 7%

4. Investimento: PAC automatico per obiettivi a lungo termine → Solo qui entra il PAC automatico

Integrazione con il budget

Il PAC automatico funziona bene con il metodo del “paga te stesso prima”:

  1. Stipendio arriva (es. giorno 27)
  2. Il giorno 1, parte il bonifico automatico verso il broker (es. 200€)
  3. Il giorno 5, parte il PAC automatico
  4. Tu vivi con quello che resta

Sembra brutale, ma funziona. È come se lo stipendio fosse più basso. Ti adatti.

Collegamento agli obiettivi

Un PAC automatico ha senso per obiettivi oltre i 10 anni:

  • ✅ Pensione integrativa
  • ✅ Fondo per i figli tra 15-20 anni
  • ✅ Anticipo casa tra 10+ anni
  • ❌ Vacanza tra 2 anni (troppo breve, troppo rischioso)
  • ❌ Macchina tra 3 anni (meglio un conto deposito)

La regola generale: se l’orizzonte è sotto i 5 anni, la volatilità è troppo alta per un PAC azionario. Serve qualcosa di più stabile.

Pregi e limiti del PAC automatico

Parliamo onestamente. Il PAC automatico non è la soluzione perfetta per tutti.

I pregi (che per me prevalgono)

Elimina l’emotività: compri anche quando hai paura (i momenti migliori)
Riduce i costi temporali: non perdi ore a “studiare il momento giusto”
Effetto prezzo medio: acquisti più quote quando costano meno
Disciplina automatica: il sistema lavora per te, non contro di te
Scalabile: puoi partire da 50€/mese e aumentare progressivamente
Protezione dall’overthinking: non puoi paralizzarti con troppe analisi

I contro (che devi conoscere)

Costi fissi su piccoli importi: sotto i 50€/mese, le commissioni pesano troppo
Rigidità apparente: sembra difficile cambiare (ma è una feature, non un bug)
Non protegge da scelte sbagliate: se scegli ETF inadatti, l’automatismo non ti salva
Richiede liquidità costante: se il tuo reddito è irregolare, può creare problemi

Quando NON usare un PAC automatico

Ci sono situazioni dove un PAC automatico non è la scelta giusta:

1. Orizzonte temporale breve (< 5 anni) Se ti servono i soldi tra 3 anni, la volatilità dei mercati è un rischio troppo alto. Meglio strumenti più stabili.

2. Reddito molto irregolare Se guadagni 3.000€ un mese e 500€ il successivo (freelance, stagionali), un PAC fisso può metterti in difficoltà. Meglio un sistema flessibile.

3. Debiti ad alto interesse Se hai debiti al 12% (carta revolving), pagare quelli rende più che investire al 7%. Prima sistema i debiti.

4. Nessun fondo di emergenza Non investire se non hai 3-6 mesi di spese liquide. È la regola zero.

5. Mancanza di conoscenza minima Devi almeno capire cosa stai comprando. Non serve una laurea in economia, ma sì capire la differenza tra un ETF azionario e uno obbligazionario.

Guida PDF: contenuto, struttura e a chi serve davvero

Arrivo finalmente al punto: la guida PDF che accompagna questo articolo.

Cosa contiene

La guida PDF è un documento operativo di 25-30 pagine che include:

  1. Checklist per partire: i 10 passi dalla teoria alla pratica
  2. Tabelle comparative: broker, costi, funzionalità PAC
  3. Fogli di calcolo pronti: per calcolare quanto investire, simulare scenari
  4. Esempi di configurazione: screenshot e tutorial passo-passo
  5. FAQ approfondite: le 20 domande più comuni sui PAC automatici
  6. Lista errori comuni: e come evitarli
  7. Risorse aggiuntive: link, strumenti, calculator

A chi serve davvero

Questa guida è pensata per:

✅ Chi sa che dovrebbe investire ma procrastina da mesi
✅ Chi ha già iniziato ma in modo discontinuo
✅ Chi vuole un sistema che non richieda manutenzione continua
✅ Chi preferisce la semplicità alla complessità
✅ Chi ha un lavoro, una vita, e non vuole diventare trader

Non è per:
❌ Chi cerca rendimenti del 30% annuo
❌ Chi vuole “battere il mercato” con strategie complesse
❌ Chi ama l’adrenalina del trading giornaliero
❌ Chi pensa che investire sia un modo per arricchirsi velocemente

Perché “guida per pigri”

Il termine “pigro” qui è usato nel senso nobile, alla Harry Browne con il Permanent Portfolio. Non significa “irresponsabile”, significa “efficiente”.

Un investitore pigro (nel senso giusto):

  • Massimizza i risultati minimizzando lo sforzo
  • Automatizza invece di disciplinarsi
  • Semplifica invece di complicare
  • Accetta rendimenti medi costanti invece di rincorrere home run

Questa filosofia non è nuova. Warren Buffett, uno degli investitori più ricchi al mondo, consiglia proprio questo: “Buy and hold” su ETF a basso costo, senza toccarli per decenni.

La differenza tra noi e Buffett? Lui ha la disciplina per farlo manualmente. Noi no. E va bene così.

Per questo automatiziamo.

Conclusione: dalla teoria alla pratica (oggi, non domani)

Siamo arrivati alla fine. Ricapitoliamo i concetti chiave:

  1. L’automatizzazione batte la disciplina: non fare affidamento sulla tua forza di volontà, costruisci un sistema che funziona senza di te
  2. La costanza batte il timing: meglio investire 100€ ogni mese per 10 anni che cercare il momento perfetto
  3. I costi contano: scegli piattaforme con commissioni adatte a piccoli importi
  4. La semplicità vince: meglio 1-2 ETF diversificati che 10 strumenti complessi
  5. Il PAC va integrato nella pianificazione: prima emergenza e protezione, poi investimento

Ma soprattutto: inizia oggi, non domani.

Non servono le condizioni perfette. Non serve il portafoglio ottimale. Non serve il momento giusto dei mercati.

Serve solo il primo passo: aprire un conto, impostare un PAC automatico, lasciarlo lavorare.

Pronto a smettere di procrastinare?

Se questo articolo ti ha convinto che un PAC automatico è la strada giusta, non serve altro che mettere in pratica. Inizia con piccoli importi, testa il sistema, e aumenta quando ti senti più sicuro.

Ricorda: l’investitore pigro (nel senso nobile) non è chi non fa nulla, è chi costruisce un sistema che fa il lavoro pesante al posto suo. E nel lungo periodo, batte quasi sempre l’investitore “attivo” che passa ore a cercare il timing perfetto.

Se vuoi una piattaforma che rende tutto questo semplice, Scalable Capital offre piani di accumulo automatico su migliaia di ETF con costi trasparenti. Vale la pena dare un’occhiata.

L’importante è partire. Il resto viene da sé.

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DISCLAIMER

Non sono un consulente finanziario, ma un investitore comune che condivide il proprio percorso. Questo articolo è a scopo educativo. Le performance passate non garantiscono rendimenti futuri. La tassazione, i costi e le performance possono differire dai dati storici. Valuta attentamente la tua situazione personale, tolleranza al rischio e obiettivi finanziari. Se hai dubbi, consulta un professionista qualificato.

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