Pianificare utilizzando la piramide dei bisogni finanziari

La pianificazione è il momento più delicato di quello che in un precedente articolo abbiamo chiamato ciclo EPSI (earn – plan – save – invest). Se non gestito con la dovuta attenzione, i danni a lungo termine sono incalcolabili.

Per aiutare noi poveri risparmiatori che come farfalle vogliamo sbocciare nel mondo degli investimenti, è stata riadattata la nota Piramide dei Bisogni di Maslow al mondo della finanza personale.

In questo articolo andremo quindi a parlare di quella che troverete in giro per il web come Piramide dei Bisogni Finanziari, Piramide della Finanza Personale o Piramide dell’Investitore. Ne troverete anche diverse versioni a più o meno livelli e con dettagli diversi.

Il succo rimane sempre lo stesso ed i concetti fondamentali su cui si basa la piramide sono sempre gli stessi. In questo articolo propongo quella che, applicandola, è risultata per me la migliore versione, che mi ha consentito e mi sta consentendo di pianificare la mia vita finanziaria in tutta serenità.

La piramide dei bisogni finanziari

piramide dei bisogni finanziari

La base: protezione

La base della piramide dei bisogni finanziari riguarda la tutela di se stessi e del proprio patrimonio. I rischi contro cui tutelarsi possono avere entità diverse.

Vediamo come proteggersi da eventi potenzialmente catastrofici come:

  • danni agli immobili di proprietà;
  • danni a terzi;
  • danni alle persone del nucleo familiare;
  • morte.

In tutti questi casi, la vita del nucleo familiare verrebbe stravolta, più o meno irrimediabilmente, ma le avversità vanno superate e se ci siamo preparati per tempo il danno sarà principalmente emotivo e non finanziario, consentendoci di affrontare la situazione drammatica focalizzandoci su ciò che è necessario fare e senza avere il timore di finire sul lastrico.

Per affrontare questi rischi sono quindi necessari i seguenti accorgimenti:

  • stipulare polizze vita a protezione delle persone che nel nucleo familiare contribuiscono al reddito del nucleo stesso;
  • stipulare polizze assicurative sulla casa (se di proprietà);
  • stipulare polizze assicurative RC per proteggersi contro danni arrecati ad altri.

Il secondo livello: liquidità

Una volta che siamo stabilizzati dal punto di vista della sicurezza nostra e dei nostri cari, dobbiamo gestire la nostra liquidità in quanto senza flussi di cassa la piramide dei bisogni finanziari crolla. Il nostro scopo prioritario deve essere quindi quello di avere delle entrate periodiche e il più consistenti possibile. Ciò si traduce in soldoni nell’avere un lavoro, sia esso a partita iva o come dipendente.

Qualunque altro introito extra-lavorativo che incrementa le vostre entrate mensili (purché legale) ben venga. Avere degli hobby e riuscire a guadagnare con essi è un valore aggiunto notevole.

Il terzo livello: risparmio

Una volta stabilizzati i nostri flussi di cassa e gestiti in modo prudente eventuali cigni neri sui quali potenzialmente possiamo incappare nel corso della nostra vita, è il momento di tutelarsi contro gli eventi di entità media.

Per far ciò è necessario accantonare una riserva che faccia da “cuscinetto” e che consenta di non trovarsi impreparati. Questa riserva prende il nome di fondo d’emergenza. In questo tipo di eventi possono rientrare, ad esempio, l’automobile o un elettrodomestico che si rompe, una bolletta non attesa particolarmente salata o altri eventi inattesi e non preventivati che hanno un impatto economico rilevante.

L’entità del “cuscinetto” dipende dall’entità dello stipendio che percepite, dal vostro tenore di vita e dalla vostra sopportazione del rischio. Indicativamente consiglio di tenere almeno 6 mensilità a disposizione, ma c’è chi si sente tranquillo con 3 e chi con 12.

Considerate che questa riserva dovrà essere immediatamente fruibile pertanto il mio consiglio è quello di lasciarla sul conto corrente (se possibile remunerato) o investirla in strumenti facilmente svincolabili.

Il quarto livello: previdenza

Con i primi tre livelli ci siamo assicurati un flusso di cassa continuo e una protezione a cose e persone. Arrivati a questo livello della piramide dei bisogni finanziari è giunto il momento di pensare al futuro. In prima istanza è necessario pensare alla previdenza, ossia a quando saremo in pensione.

Potete accedere a questa pagina del Sole24Ore in cui è presente un Calcolatore della pensione pubblica. Personalmente, ho un cuneo tra reddito da lavoro e pensione di circa il 30% con un età pensionabile di 66 anni e 8 mesi. Considerate che se siete a partita iva la cosa si fa anche più grave.

E’ perciò fondamentale cercare di ridurre il più possibile il gap tra reddito in età lavorativa e reddito in età pensionabile e l’unico modo è ricorrere alla previdenza complementare.
Esistono fondamentalmente due modi ridurre il gap tra i due momenti:

  • pensione integrativa tramite TFR;
  • sottoscrizione di prodotti finalizzati alla previdenza complementare.

Per quanto riguarda il primo punto, sempre sul sito del Sole24Ore è presente sulla stessa pagina un secondo tab dove è possibile calcolare la pensione complementare tramite versamento del proprio TFR all’interno di un fondo pensione. Personalmente, con le condizioni attuali, avrei una riduzione del gap precedente del 17% circa, pertanto avrei ancora una differenza di reddito tra età lavorativa e pensionabile del 13%, che non è cosa da poco.

Ecco quindi che è utile sottoscrivere dei prodotti finalizzati alla previdenza. Quando parlo di questi prodotti mi riferisco principalmente a portafogli in cui sono presenti gli ETF (Exchange-Trade Funds) che sono al momento i prodotti più efficienti che il mercato mette a disposizione (costi di gestione minimi e replica dell’indice di riferimento fanno degli ETF uno strumento formidabile per ogni investitore).

Gli ETF uniti ad un orizzonte temporale medio lungo (in base alla differenza tra la vostra età pensionabile e attuale) fa sì che sfruttiate al massimo i rendimenti del mercato azionario e dell’interesse composto, consentendovi di azzerare quel gap rimasto tra i due redditi visti precedentemente.

Il quinto livello: investimento

Messo in sicurezza, per quanto possibile, il nostro presente ed il nostro futuro, possiamo pensare ad i nostri obiettivi di medio-lungo termine, ossia tutta quella serie di obiettivi che riguardano non solo noi stessi, ma anche il nostro nucleo familiare. In questo caso, è fondamentale stilare una lista di obiettivi. Personalmente, metterò di seguito un banale schema che mi aiuta a gestire gli obiettivi.

Quello che faccio è assegnare un punteggio ai singoli obiettivi, calcolato come somma dei punteggi dati dalle seguenti tre variabili (tutte e tre le variabili sono misurate su una scala da 1 a 3):

  • priorità: definisce quanto è importante il raggiungimento dell’obiettivo (1 = massima importanza, 3 = minima importanza)
  • orizzonte temporale: definisce quanto è lungo l’orizzonte temporale per il raggiungimento dell’obiettivo (1 = breve termine, 3 = lungo termine)
  • grado di sfida: definisce quanto sei disposto a rischiare per raggiungere l’obiettivo. Solitamente ad obiettivi con priorità alta assegno grado di rischio basso, in quanto una eccessiva esposizione al rischio potrebbe far bruciare il capitale destinato a quell’obiettivo (1 = poca propensione al rischio, 3 = elevata propensione al rischio).

Una volta assegnati e sommati i punteggi, ogni obiettivo sarà valutato su una scala da 3 a 9. Maggiore è punteggio, maggiore sarà la rischiosità dell’investimento per raggiungere quell’obiettivo. Punteggi più alti infatti corrispondono a priorità minori (quindi obiettivi che non è prioritario raggiungere), orizzonti temporali più lunghi (dove la volatilità si media sulla durata) e una esposizione al rischio maggiore.

Un esempio di assegnazione dei punteggi

Per fare un esempio supponiamo di avere identificato come obiettivi di medio e lungo termine i seguenti: viaggio in USA, università per i figli e acquisto di una barca.
Di seguito l’assegnazione dei punteggi per ciascun obiettivo e relativa somma.

ObiettivoPrioritàOrizzonte temporalePropensione al rischioTotale
Viaggio in USA2 (media)1 (breve termine)2 (esposizione media)5
Università per i figli1 (massima)2 (medio termine)1 (esposizione bassa)4
Acquisto di una barca3 (minima)3 (lungo termine)3 (esposizione alta)9

Una volta che abbiamo calcolato i punteggi per obiettivo, utilizziamo tali punteggi per prendere decisioni in materia di investimenti. Indicativamente, punteggi maggiori indicheranno portafogli più esposti al mercato azionario, mentre punteggi minori indicheranno esposizioni maggiori al mercato obbligazionario o ai beni rifugio al fine di mitigare le perdite.

Quello a cui puntiamo per i punteggi maggiori è una più elevata esposizione al rischio, forti solitamente di orizzonti temporali lunghi e priorità di raggiungimento medie o basse. Per esempio, potremo optare per un portafoglio più aggressivo con una esposizione azionaria oltre il 60/70%.

Man mano che i punteggi calano, opteremo per dei portafogli dove il rendimento perde di importanza a fronte di una minore volatilità, in modo da cercare di preservare il più possibile il capitale.

Potremo quindi optare per portafogli composti in maggior misura da una parte obbligazionaria ed eventualmente anche una quota di Oro o Commodities per poter far fronte in tutte le stagioni (non a caso ho parlato di stagioni, visto che il portafoglio All Weather di Ray Dalio potrebbe essere proprio quello che fa al caso nostro in caso di obiettivi con punteggi medio/bassi).

Questa è la mia gestione degli obiettivi, alla quale sono arrivato per step e negli anni. Il mio consiglio, come al solito, è di costruirvi una strategia su misura, che vada bene per voi ma non necessariamente che sia perfetta per il resto del mondo.

La vetta: extra-rendimento

La punta più alta della piramide dei bisogni finanziari è caratterizzata dalla ricerca di un extra-rendimento. Non è obbligatorio arrivarci e la quota di capitale destinata a questa attività deve essere marginale rispetto al vostro patrimonio.

Un esempio di extra-rendimento potrebbe essere quello di buttarsi su prodotti più rischiosi, sperimentando divertendosi, cercando ovviamente di trarre profitto dalle operazioni ma senza pretese.

Oggi come oggi esistono molte attività che consentono di provare a generare un extra-rendimento: investimenti azionari su singole aziende (magari provando ad applicare la metodologia value investing di Warren Buffett), investimenti sulle criptovalute/nft, private equity (investimenti su aziende non quotate, oggi metodologia molto più accessibile rispetto a qualche anno fa) oppure real estate crowdfunding (compartecipazione all’acquisto a rendita di immobili).

In conclusione

La pianificazione è un processo che deve essere ben strutturato, in quanto garantisce il successo nella vita finanziaria di ciascuno. Ricordate sempre, inoltre, che è un processo iterativo, dove la ridefinizione degli obiettivi e la rielaborazione della piramide deve essere fatta periodicamente, al fine di aggiustare la mira.

Quello che oggi è un obiettivo a lungo termine domani sarà a medio e poi a breve. Quello che oggi è un lusso, domani potrebbe essere la priorità. Ecco perché applicare una continua analisi di se stessi e della propria situazione è l’unico modo per essere vincenti.

Grazie per la lettura.

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