Analisi del perché investo sul mercato azionario nel lungo termine

La mia idea di investimento si è evoluta nel tempo e come investo oggi è il risultato di vari passaggi durati anni. Purtroppo o per fortuna, nella mia storia di investitore ho provato i più disparati metodi, non trovando mai niente che mi permettesse di essere profittevole nel tempo. Ad eccezione dell’investimento sul mercato azionario nel lungo termine.

I problemi principali che ho riscontrato applicando questo metodo sono fondamentalmente due: andare controcorrente rispetto alla massa e saper gestire le emozioni. I due punti purtroppo sono indissolubilmente legati. Il modo per gestire questi due aspetti è semplice (a parole):

  • non farsi bombardare dalle news;
  • prendersi solo dei rischi “calcolati” (ossia rischiare ciò che sappiamo di poter perdere senza trovarsi in difficoltà economica);
  • conoscere ciò su cui si sta investendo.

Un ottimo punto di partenza, che consente di gestire alcuni dei bias cognitivi che causano gli effetti avversi visti precedentemente riguardo gli investimenti azionari di lungo termine, è soffermarsi sulla storia delle azioni.

In questo articolo prenderò come spunto un’analisi su 122 anni di mercato del principale indice azionario americano (quello che oggi conosciamo come S&P500), per disponibilità di dati, diffusione e storia.

Nell’analisi ho preso in considerazione tutte le perdite maggiori del 20% che l’indice ha subito dal 1900 al 2022.

Analisi storica del mercato azionario statunitense dal 1900 ad oggi

mercato azionario storico

Una breve spiegazione:

  • la durata discesa è il calcolata come il numero dei giorni intercorsi dall’ultimo massimo e il minimo di mercato;
  • la durata recupero è calcolata come somma dei giorni intercorsi dal minimo di mercato alla creazione di un nuovo massimo;
  • La cumulata è calcolata come differenza di prezzo a 1, 3, 5, 10 e 20 anni del periodo antecedente al minimo. In parole povere, quanto il prezzo è cambiato dal momento A al minimo di mercato dovuto al ribasso.

In 122 anni ci sono stati 15 eventi che hanno causato ribassi più o meno catastrofici sui mercati americani (purtroppo 4 di questi sono oltre il 2000 e 2 di questi dal 2020 in poi).

Quello che possiamo evincere è che ci sono stati due grandi eventi che hanno causato una perdita potenziale anche a chi era investito da più di 10 anni: la prima guerra mondiale e la grande depressione.

Il secondo evento è anche quello che ha impiegato molto più tempo (circa 10 anni) per far sì che le azioni fossero ritornate a dei livelli di prezzo pre-evento ed è completamente fuori scala rispetto agli altri (a causa della Seconda Guerra Mondiale che non ha permesso ai mercati di riprendersi completamente).

Storicamente, avere investito sull’indice azionario americano da più 3 anni avrebbe dato una buona sicurezza di essere in positivo durante gli 11 ribassi di mercato dello S&P dal 1950 ad oggi (63% di casistiche positive).

Esserlo da più di 5 avrebbe avrebbe consentito di rimanere in positivo nell’81% dei ribassi.

Esserlo da più di 10 anni (o addirittura 20) avrebbe consentito di esserlo sempre (di fatto sareste andati in rosso solamente durante la prima guerra mondiale e durante la grande depressione, non proprio due market crash comuni).

Analisi delle medie sul periodo

Mediamente un ribasso è durato 400 giorni (circa 1 anno e 2 mesi), ma lo scarto dalla media è molto ampio, pertanto il dato è di poco conto (si sono avute discese durate 1 mese ed altre 3 anni). Anche il tempo di recupero dei ribassi è mediamente poco indicativo in quanto anche in questo caso la forbice, ossia la differenza di ogni scarto rispetto alla media, è molto ampia. Anche guardando il periodo 1950-2022 ci sono ribassi recuperati in 1 mese ed altri recuperati in 3 anni.

Veramente interessante è il rendimento e la forza dei ribassi. Mediamente un ribasso importante sul mercato delle azioni distrugge il 40% del valore, ma avere degli investimenti da almeno 3 anni dà una buona probabilità di resistere in positivo alla quasi totalità dei ribassi.

Conclusioni

Senza farci prendere la mano pensando che dato che il mercato si è comportato in un certo modo in passato farà altrettanto in futuro, possiamo dire con buona probabilità che, almeno fino al crollo dell’attuale sistema economico (sul quale poco potremmo farci):

  • investire sul mercato azionario a lungo termine è una strategia che paga;
  • i ribassi sono opportunità da cogliere, nonostante i media e le persone attorno a noi pensino di vivere una catastrofe;
  • un ribasso è fonte di ansia (oltre che di rischio non calcolabile) se pensiamo di investire secondo una logica di market timing, andando ad intercettare i minimi per entrare ed i massimi per uscire.

In soldoni, la strategia buy&hold si è rivelata storicamente una strategia più che valida, che ha consentito di contrastare ribassi importanti considerati catastrofi per il resto del mondo.

Grazie per la lettura.

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