Investire per i figli

Per quanto estremamente emozionante, la nascita di un figlio è un’esperienza caotica. Vi si scombussolano i ritmi, avete meno tempo per voi, vi aumentano le spese e avete la responsabilità di crescere ed educare un futuro adulto. Giustamente starete pensando “Non ho ancora capito quale è il davanti e il dietro di un pannolino e devo già investire per i figli e pensare a quando avranno 18 anni?”. Vi sono nel cuore perché mio figlio ha 2 anni e ho imparato adesso il verso corretto del pannolino (in compenso continuo a scambiare la scarpa destra con la sinistra).

Uno dei problemi che però si trovano ad affrontare molti neo-genitori sono gli investimenti dedicati ai figli. Vuoi perché il nonno vi rompe sempre i coglioni col libretto postale, vuoi perché la zia gli vuole regalare a tutti i costi il bracciale d’oro manco c’aveste a casa il caveau come Paperon de’ Paperoni, nolenti o volenti vi trovate costretti a pianificare un investimento per la maggiore età dei vostri futuri eredi.

Bando alle ciance, se volete intestare direttamente dei prodotti ai figli avete poche scelte: Buono Postale dedicato ai minori (così fate contento il nonno) o Fondo pensione.

Viceversa, se la vostra dolce metà è d’accordo a tenere a nome vostro gli investimenti fatti per il piccolo Mariuccio oppure se avete intenzione di fare un PAC, la scelta più sensata visto l’orizzonte temporale oltre i 10 anni è un portafoglio ETF.

Intestare prodotti finanziari (ad eccezione di quelli menzionati), immobili, aerei, razzi o navi spaziali ad un minore è una immensa rottura di coglioni. Giudice tutelare, notaio, atto potenzialmente impugnabile dagli altri eredi legittimi e così via. Col rischio che una volta raggiunta la maggiore età questo piccolo stronzetto, che avete tirato su con tutti i crismi, liquidi tutto e si balli la fresca in una vacanza di due mesi a Dubai.

Investire per i figli intestando loro un prodotto: il Buono postale dedicato ai minori

Il Buono postale dedicato ai minori è un prodotto completamente vincolato al raggiungimento della maggiore età del figlio. Il funzionamento è semplice: investite una determinata cifra e in base all’età del figlio ottenete un rendimento annuo costante calcolato in base alla differenza tra i 18 anni meno l’età attuale del bambino.

Pur non essendo molto chiara, le seguente tabella riassume qual è il rendimento annuo applicabile in base agli anni residui alla maggiore età del minore. Detto molto in soldoni, se vostro figlio ha appena compiuto 2 anni e gli intestate il buono postale, avete diritto ad un rendimento annuo del 5% fino a scadenza (16 anni residui). Se vostro figlio invece ha appena compiuto 10 anni, avete diritto ad un rendimento annuo del 3,50% (8 anni residui).

Questo prodotto è estremamente vantaggioso se sottoscritto entro i primi due anni del figlio, anche alla luce del fatto che la tassazione è agevolata (12,50% sul capital gain) ed è emesso da Cassa Depositi e Prestiti e quindi è garantito dallo Stato Italiano. Inoltre, questo tipo di prodotti non fanno cumulo per conteggio ISEE, quindi risultano particolarmente convenienti per coloro che si trovano “a cavallo” di fascia.

Se volete fare una simulazione investendo una determinata cifra, il sito di Poste Italiane mette a disposizione un comodo simulatore.

Investire per i figli intestando loro un prodotto: il Fondo pensione

Un’altra possibilità è invece quella di intestare a vostro figlio un fondo pensione. Il fondo pensione intestato al minore in giovane età ha dei vantaggi notevoli, ma che sono legati quasi unicamente al fatto che fate partire il conteggio per la tassazione agevolata e per i prelievi dal fondo.

Un genitore può aprire un fondo pensione a nome del figlio o di qualunque altro parente a carico, ossia che non ha percepito nell’anno redditi superiori a 2.840,51 euro o 4.000 euro in caso di figli con età inferiore a 24 anni. Importante: non c’è alcuna deroga al limite massimo di deducibilità di 5.164,67 euro. Non è che stipulando tre diversi fondi pensione potete dedurre un importo più alto del consentito. Il tetto rimane il medesimo anche intestando 10 fondi pensione a 10 figli diversi.

Potete però versare sul fondo pensione del familiare a carico e tale versamento sarà deducibile dal reddito del familiare fino a concorrenza del suo reddito, mentre l’eccedenza sarà deducibile dal vostro reddito. Dato che stiamo parlando di fondi pensione per bambini appena nati è chiaro quindi che tutti i versamenti fatti a nome loro sul loro fondo pensione faranno cumulo sul vostro ammontare deducibile in quanto il loro reddito è zero.

Svantaggi del fondo pensione

Detto questo, il fondo pensione ha parecchi limiti. Intanto è ovviamente vincolato all’età pensionabile pertanto non è possibile riscattarlo totalmente. Ci sono alcune eccezioni come:

  • disoccupazione da oltre 48 mesi;
  • invalidità permanente;
  • altre cause che rendono la persona incapace di effettuare ulteriori versamenti in futuro.

E’ possibile tuttavia prelevare fino ad un 30% senza motivazione dopo 8 anni oppure fino al 75% del valore per acquisto prima casa o per spese mediche. In tutti questi casi, aver sottoscritto il fondo pensione complementare da più di 35 anni garantirà una tassazione agevolata del 9% contro un 15%. Infatti dopo il 15esimo anno di permanenza la tassazione in fase di liquidazione cala dello 0,3% annuo. Questo vale anche in caso di anticipo. E’ tuttavia estremamente probabile che alla maggiore età il figlio abbia la possibilità di riscattare quanto accumulato nel fondo pensione in caso risulti non occupato. In questo caso tuttavia non si applica il vantaggio della tassazione ridotta, ma l’eventuale liquidazione verrebbe tassata al 23%.

Un altro importante svantaggio del fondo pensione è quello di non poter scegliere l’allocazione nella quale investire. Tutti i fondi pensione mettono a disposizione delle asset allocation preconfigurate (solitamente 3: garantito, bilanciato, azionario) tra le quali è possibile scegliere. Ci sono tuttavia alcune eccezioni nel vasto panorama della previdenza complementare.

Altra cosa importante da sapere: non siete obbligati a stipulare un PIP o un fondo aperto a vostro figlio o vostra figlia, ma potete tranquillamente stipulare un fondo di categoria in base al vostro CCNL di appartenenza o a quello della vostra compagna o del vostro compagno (che deve aver sottoscritto egli stesso il medesimo fondo). Nel caso in cui il futuro lavoratore aderirà ad un contratto collettivo diverso, potrà tranquillamente richiedere il trasferimento senza perdere i benefici accumulati.

Come per il Buono postale, anche il fondo pensione non fa cumulo per il calcolo dell’ISEE.

Investire per i figli senza intestare loro un prodotto: l’investimento in ETF

Una terza opzione è quella di costruire un portafoglio ETF e di accumulare i soldi destinati al figlio sul vostro conto titoli oppure su un conto titoli dedicato ma sempre a nome vostro.

Sarò sincero: questa è l’opzione che preferisco. E’ una soluzione estremamente versatile, vi consente di fare un piano d’accumulo tramite versamenti periodici (ad esempio io verso mensilmente), è semplice da monitorare ed eventualmente da liquidare qualora ce ne fosse bisogno.

Ha ovviamente anche alcuni contro: a meno che non facciate investimenti in titoli governativi di paesi in white list la tassazione sul capital gain è del 26% e l’azionario è estremamente più volatile di un buono postale. Inoltre il massimo periodo di investimento è lungo (18 anni) ma non lunghissimo. Questo potrebbe esporvi a rischi ulteriori in caso di crisi finanziarie particolarmente violente lungo la strada.

Per quanto riguarda la tassazione c’è poco fare. Prendere o lasciare. Per quanto riguarda invece la volatilità o l’eventualità di beccarsi crisi importanti la possiamo mitigare (ma non annullare) optando per un portafoglio bilanciato azioni/obbligazioni.

Conclusioni su come è meglio investire per i figli

In questo elenco ho volutamente evitato di menzionare:

  • polizze vita: sono strumenti costosi, molto poco redditizi, estremamente vincolanti. Hanno tuttavia tre vantaggi: sono impignorabili, insequestrabili e non entrano a far parte dell’asse ereditario. Tutti e tre questi vantaggi sono completamente inutili quando si parla di investimenti per figli appena nati. Un caso in cui può aver senso utilizzare una polizza vita è in caso di eredità se il de cuius ha un patrimonio particolarmente elevato e vuole eludere la tassa di successione (anche se esistono prodotti bancari più efficienti delle polizze vita);
  • oro fisico (e altri preziosi): l’oro fisico è un pessimo investimento. Difficilmente liquidabile a reale prezzo di mercato e necessità di custodirlo (e relativo rischio furto se tenuto nelle scatole delle scarpe in casa, ogni riferimento è puramente casuale) sono gli svantaggi maggiori. Inoltre l’oro è un asset che va opportunamente calibrato e non è detto che il suo prezzo aumenti necessariamente in un certo lasso di tempo. Fate regalare un bel Buono postale ai vostri figli;
  • Libretti postali di risparmio: non è un pessimo prodotto, fornisce un rendimento più basso rispetto ad un Buono postale per minori ma è meno vincolato. I vostri figli però possono prelevare soldi dal libretto e questo per me è un contro. A questo punto meglio il Buono postale affiancato da un conto corrente per minori o una prepagata, così da tenere ben distinti investimenti e liquidità.

Investire per i figli: quello che ho deciso di fare

Dopo averci riflettuto non poco, ecco di seguito ciò che ho fatto:

  • ho aperto un fondo pensione a nome di mio figlio con un versamento unico di 50 euro e bloccandone i versamenti. In questo modo parte il conteggio di anzianità e alla sua maggiore età avete già 18 anni di storico alle spalle. Se inizia a lavorare presto può contribuire con il suo TFR e spostare il fondo dove preferisce. Se a 30 anni poi volesse prendere un anticipo per l’acquisto prima casa, verrebbe tassato al 10,5% invece che al 15%;
  • il Buono postale per minori è la soluzione che reputo migliore con del capitale di partenza da investire e un’età del bambino inferiore a 2 anni;
  • in caso di versamenti periodici, un buon portafoglio ETF è quello che serve. Questa è stata la mia scelta rispetto al Buono postale, perché non avevo molta liquidità disponibile alla sua nascita (era già tutto investito). Preferisco un portafoglio bilanciato in quanto l’obiettivo maggiore età dei figli è solitamente un obiettivo essenziale nella vita di un genitore, ma capisco anche che un orizzonte di 18 anni può aprire le porte anche ad investimenti 100% azionari. Molto dipende dal capitale di cui pensate di aver bisogno a scadenza (ad esempio se il vostro obiettivo è quello di mandare vostro figlio a studiare fuori o in una Università privata è chiaro che il capitale da raggiungere sarà obbligatoriamente più consistente, perciò dovrete giocare sul rapporto esposizione azionaria / entità dei versamenti).

Detto questo il mio consiglio è di fare ovviamente le vostre valutazioni. Le possibilità sono molte, ma come sempre quello che fa la differenza è il tempo.

Grazie per la lettura.

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