Come investire quando con inflazione elevata

Se vi siete persi la prima parte dell’articolo, ossia quali sono le persone più colpite durante spirali inflazionistiche e qual è una delle migliori armi per combatterla, vi consiglio di riprenderla da qua. Oggi vedremo invece come investire quando l’inflazione è alta.

In questo articolo analizziamo le performance delle asset class durante periodi di inflazione elevata (sia USA che italiana) e vedremo quali sono i migliori asset che ci proteggono maggiormente durante questi periodi.

Analizzeremo come si sono mosse le asset class per entrambe le inflazioni: quella USA impatta in maniera importante su come si muovono tutte le asset class globali, mentre quella italiana impatta in modo considerevole sul nostro costo della vita, oltre che su alcuni strumenti nostrani.

Come si è mossa l’inflazione in USA e in Italia

Come si evince dal grafico, l’inflazione fino a metà anni ’80 è stata piuttosto elevata sia in USA che in Italia con una media 1972-1984 del 7,6% nel primo caso e del 16,8% nel secondo caso. Dal 1985 al 2021 la media è stata in entrambi i paesi approssimativamente del 2,8%, non considerando la spirale inflazionistica dell’ultimo anno che falserebbe i dati, non essendo ancora conclusa.

Alla luce di questa importante differenza pre-1985 e post-1985 divideremo l’analisi in due parti, in modo da capire come si sono mosse le varie asset class nel tempo e quindi in cosa conviene investire quando l’inflazione è alta o quando è a livelli fisiologici e poi analizzeremo l’andamento a totale.

Come si sono mosse le classi di asset dal 1972 al 2021

Grazie ai dati forniti da Bullion Vault e dall’ISTAT, sono riuscito nell’intento di capire l’andamento delle varie asset class tra il 1972 e il 2021. Le differenze nelle analisi tra USA e Italia riguardano, oltre all’inflazione vista precedentemente, il costo degli immobili ad uso abitativo e i titoli di stato. Per quanto riguarda l’Italia ho analizzato il rendimento medio annuo dei BTP a 10 anni e l’ho sostituito ai T-Bonds (obbligazioni statunitensi con durata decennale).

Di seguito i risultati.

1972-1984: spirale inflazionistica

Consideriamo che il periodo 1972-1984 è stato quello che ha registrato la più alta inflazione. Una media del 7,6% in USA e di ben 16,8% in Italia.

Durante questa importante spirale inflattiva il miglior asset in termini di performance è stato certamente l’oro, che al netto dell’inflazione ha registrato una performance a doppia cifra in USA ed è stata invece uno dei due asset positivi in Italia nel periodo considerato. Di contro, è stato l’asset con la più alta volatilità. I migliori asset con l’inflazione elevata di fine anni ’70, inizio ’80 sono stati oro e REITs, mentre in Italia sono state oro ed immobili ad uso abitativo.

1985-2021: inflazione fisiologica

Se passiamo invece a prendere come riferimento il periodo seguente, nel quale l’inflazione media registrata in USA e in Italia è stata di solo il 2,8%, le cose cambiano drasticamente.

In questo periodo le migliori asset class in USA e in Italia sono state le azioni (specialmente quelle statunitensi) ed i Real Estate. In questo periodo, le asset class più volatili sono state le azioni non statunitensi. Si è ridimensionata, più restando elevata, la volatilità dell’oro.

1972-2021: l’intero periodo

Sull’intero periodo, le azioni (specialmente statunitensi), i REITs e l’oro conquistano il podio sia in USA che in Italia. L’oro si è rivelato l’asset più volatile in assoluto.

Analizziamo i dati

Quello che possiamo desumere da questa analisi dei dati è che ci sono alcuni asset che consentono di combattere l’inflazione elevata e sono gli stessi asset che hanno le migliori performance anche nelle fasi di inflazione fisiologica. Queste attività sono azioni e REITs.

Entrambe hanno avuto performance eccellenti sia in fasi di mercato dove l’inflazione era critica, sia in fasi di mercato dove era fisiologica e garantiva una crescita sostenibile nel tempo.

Come se fosse necessario ripeterlo, tenere liquidi i propri risparmi o investirli in obbligazionario a brevissima scadenza non è remunerativo sul lungo periodo. Allo stesso modo, investire quando l’inflazione è alta in obbligazionario a lunga scadenza o corporate può aiutare a mitigare gli effetti della stessa inflazione sul lungo/lunghissimo periodo, ma solo se l’inflazione rientra nei parametri considerati fisiologici in un lasso di tempo medio-breve.

La presenza dell’obbligazionario all’interno di un portafoglio di investimento si conferma ancora una volta un’ottima arma per mitigare la volatilità.

E l’oro?

L’oro è controverso: le sue performance hanno una volatilità molto elevata ma è anche l’unico asset ad essere andato in tripla cifra (nel 1979, circa 120% netto inflazione). Nessun altro asset ha registrato una performance del genere. Quello che possiamo concludere riguardo l’oro è che la sua presenza l’interno di un portafoglio è estremamente soggettiva, a differenza delle azioni (correttamente diversificate) che, se assenti, non danno la possibilità all’investitore di registrare le migliori performance in assoluto sul lungo periodo.

Personalmente detengo una quota di oro (marginale rispetto agli altri asset) nel mio portafoglio di lungo termine. Come spiegato in questo articolo, per i miei obiettivi di lungo termine utilizzo una versione semplificata del Golden Butterfly di Tyler e condivido la logica di costruzione di questo tipo di portafoglio, in quanto credo sia quella più adattabile ad ogni situazione di mercato.

Non biasimo però chi decide di non ricorrere all’oro, perché pur avendolo continuo a reputarlo un asset controverso.

Parentesi Bitcoin

Non potendo ignorare le criptovalute come potenziale nuova asset class, è giusto aprire una parentesi a riguardo, visto che per molti è considerato il nuovo asset anti-inflazione.

Premetto che non avendo una sufficiente conoscenza del mondo cripto e non avendo neanche sufficienti dati storici per poterlo analizzare, non posso dare un giudizio sul Bitcoin come oro 2.0.

Quello che posso fare, al momento, è mettere in relazione come si sono comportati oro, bitcoin e inflazione statunitense negli ultimi due anni.

Anno Inflazione media mensileRend medio mensile BitcoinRend medio mensile Oro
20214.7%6.4%-0.3%
20228.0%-7.0%0.1%

Da una prima (e molto sommaria) analisi, possiamo dire che Bitcoin ha fallito il suo primo test come nuovo asset a protezione dell’inflazione.

Ripeto tuttavia che i dati storici in possesso sono ancora più che scarsi per dare un giudizio obiettivo. Al momento il mio consiglio è di trattare le criptovalute come asset puramente speculativi, perciò va bene acquistarli ma non andare oltre il 5% del proprio patrimonio.

Purtroppo non esiste una ricetta che ci dice come investire quando l’inflazione è alta. Quello che possiamo fare è includere strumenti non correlati tra loro in modo da proteggere il portafoglio in tutte le fasi di mercato senza rinunciare ad un buon rendimento.

Esistono altri asset che hanno alle spalle secoli di storia e che possono darci informazioni di come si muovono in base a determinati eventi, perciò il mio consiglio è quello di continuare a percorrere una strada che sappiamo dove potrebbe portare, tenendo sempre a mente che il passato non è indicativo del futuro e che le deviazioni dal percorso possono essere scorciatoie o vicoli ciechi. L’importante è essere aperti verso il nuovo, ma utilizzando sempre la dovuta cautela.

Grazie per la lettura.

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