L’interesse composto è l’ottava meraviglia del mondo

La citazione del titolo dell’articolo è attribuita ad Albert Einstein. La citazione completa sembra fosse ‘L’interesse composto è l’ottava meraviglia del mondo. Chi lo capisce lo guadagna, chi non lo capisce lo paga‘.

Non so se la frase sia realmente sua o meno, ma è di poco conto (a tal proposito non fidatevi di quello che leggete online. Di seguito una immagine related storica di internet).

Lincoln era avanti, aveva già internet nel 1850.

Quello che conta alla fine è il concetto espresso, ossia che l’interesse composto è un’arma che va saputa utilizzare.

Cosa è l’interesse composto?

L’interesse composto è la capacità di generare interesse dagli interessi. In soldoni, reinvestendo gli interessi generati su una certa somma questi interessi genereranno a loro volta altri interessi. Questo genera un effetto esponenziale sul calcolo.

In rete si trovano molti grafici sul calcolo degli interessi di un investimento o di un finanziamento e sul confronto tra interesse semplice e composto, ma a me piace semplificare il più possibile. Perciò invece di ragionare di tassi di interesse, di capitali e curve esponenziali, riportiamo la stessa logica sulla distanza percorsa a piedi.

Per coprire una distanza di 10 km considerando di camminare il primo giorno 1 km e il secondo giorno il 10% del primo giorno (interesse semplice) oppure il 10% del giorno precedente (interesse composto), raggiungeremmo i 10 km dopo circa 90 giorni nel primo caso e in 26 giorni nel secondo caso.

Non vi ho ancora convinto? Per coprire una distanza di 20 km con la logica dell’interesse semplice impiegheremmo circa 180 giorni, mentre con la logica dell’interesse composto 32 giorni.

Ancora? Se camminassimo un anno, applicando una logica di interesse semplice copriremmo una distanza di 38 km, applicando invece la logica dell’interesse composto copriremmo 1,2 anni luce quindi saremmo abbondantemente fuori dal nostro sistema solare.

Questa logica esponenziale quindi ci dice due cose molto importanti:

  • prima iniziamo a far lavorare l’interesse composto più riusciamo a beneficiarne;
  • i costi di gestione in percentuale sul montante che seguono una logica di interesse composto remano contro i nostri profitti tanto quanto il rendimento rema a favore.

L’importanza di investire il prima possibile

Con un esercizio puramente teorico, vediamo l’importanza dell’iniziare a far fruttare l’interesse composto il prima possibile.

Ipotizziamo che Luca abbia iniziato ad accantonare 500 € al mese per la pensione da 35 anni. A 45 anni poi, per esigenze personali, ha dovuto interrompere i propri versamenti ma ha mantenuto i soldi investiti fino all’età di 65 anni. Il totale accantonato da Luca nei 10 anni è di 60.000 €.

Ipotizziamo poi che Maria abbia iniziato ad accantonare 500 € al mese per la pensione da 45 anni ed abbia continuato per 20 anni, fino alla pensione a 65 anni (ve l’ho detto che è un esercizio puramente teorico). Il totale accantonato da Maria nei 20 anni di investimento è di 120.000 €, il doppio rispetto a Luca.

Vediamo però come si è mosso il rendimento sul capitale versato:

interesse composto
Confronto tra i rendimenti ottenuti nel tempo da Luca e Maria
LucaMaria
Età iniziale3545
Risparmio mensile500 €500 €
Interesse annuale6%6%
Anni di risparmio1020
Versamenti totali60,000 €120,000 €
Età pensionamento6565
Bilancio finale266,903 €233,956 €

Pur versando 10 anni in più, Maria non riesce a raggiungere il capitale a scadenza di Luca. Questo gap è dovuto al fatto che Luca ha fatto fruttare i suoi 60.000 € per 10 anni in più rispetto a Maria.

Non disperatevi: incrementando i propri versamenti, Maria riesce a raggiungere Luca. Per farlo dovrà versare 70 euro in più al mese, ossia passare da 500 € a 570 € accantonati mensilmente.

E’ possibile quindi compensare eventuali ritardi nei versamenti per obiettivi pensionistici aumentando i propri versamenti periodici. Tuttavia, prima iniziamo e più facile sarà raggiungere gli obiettivi prefissati, perché avremmo bisogno di accantonare meno per raggiungere lo stesso obiettivo di chi inizia ad accantonare più tardi.

Un’arma a doppio taglio

Come abbiamo visto in questo articolo, l’interesse composto rema a nostro favore quando si calcola sui rendimenti, ma rema a nostro sfavore quando si calcola sui costi.

Supponiamo questa volta che Maria sia stata previdente e abbia scelto un prodotto con costi di gestione allo 0.50% mentre Luca ha investito su un prodotto con costi di gestione dell’1%. Questo costo si applicherà al 6% di rendimento ipotizzato nel precedente esempio, quindi il rendimento effettivo dell’investimento di Maria sarà del 5.5% mentre quello di Luca del 5%.

Confronto tra i costi sostenuti nel tempo da Luca e Maria

Nonostante nell’esempio precedente Luca avesse generato un rendimento 30.000 € più alto rispetto a Maria, applicando i costi di gestione ipotizzati, Maria avrà recuperato Luca 2 anni prima della pensione e al termine del periodo potrà beneficiare di un capitale maggiore di Luca.

L’interesse composto sui rendimenti può essere incredibilmente vantaggioso, ma dobbiamo ricordarci sempre di due fattori che andranno a determinare la sua forza: tempi e costi.

Se sottovalutiamo entrambi questi aspetti, non c’è interesse composto che tenga in grado di farci arrivare preparati agli step più importanti della nostra vita.

Grazie per la lettura.

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