Il rapporto tra ricchezza e felicità

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Cosa significa essere ricchi e qual è il rapporto tra ricchezza e felicità? E’ vero che i soldi fanno la felicità? Non voglio addentrarmi in discorsi estremamente profondi che riguardano la ricchezza intesa come amicizie, famiglia o altro. Mi limiterò a parlare di ricchezza intesa come reddito familiare annuale.

Il reddito è l’utile generato in un certo periodo di tempo da attività o da impiego di capitale.

Se guardiamo ai redditi annuali per nucleo familiare del 2020 questa è la distribuzione percentuale per fascia di reddito in Italia.

ricchezza e felicità

Fonte: Ministero Economia e Finanze

La fascia più alta, circa il 7.2% delle famiglie, ha dichiarato per l’anno 2019 più di 300.000€.

Ma che correlazione possiamo trovare tra ricchezza e felicità?

Relazione tra reddito elevato e benessere emotivo

High income improves evaluation of life but not emotional well-being. Questo è il titolo di un paper molto interessante di Daniel Kahneman (tra l’altro autore di Pensieri Lenti e Veloci) e Angus Deaton del 2010 dell’Università di Princeton.

Lo studio, reperibile a questo link, è stato effettuato analizzando i dati raccolti dalla Gallup Organization in quello che è definito Gallup-Healthways Well-Being Index (GHWBI). Le domande contenute nel questionario si proponevano di analizzare per fascia di reddito il benessere emotivo soggettivo degli intervistati, circa 450.000 residenti americani.

Il lavoro di Kahneman e Deaton è partito quindi da fare un distinguo importante. Distinguere benessere emotivo da soddisfazione dalla vita.

Benessere emotivo e soddisfazione dalla vita

Il benessere emotivo (o edonico) si riferisce alla qualità delle emozioni provate quotidianamente da una persona, quindi la frequenza e l’intensità di emozioni come gioia, attrazione, ansia, tristezza, rabbia che rendono la vita di ognuno di noi più o meno piacevole.
La soddisfazione dalla vita riguarda invece la valutazione che abbiamo di noi stessi e della nostra vita.

Sono due concetti molto diversi tra loro, ma in un sondaggio dove si analizza la percezione che abbiamo di noi stessi si può rischiare di confonderli. Infatti i dati raccolti nel GHWBI erano più improntati a valutare la soddisfazione dalla vita piuttosto che il benessere emotivo. E’ stato necessario quindi analizzare le singole domande e le risposte ottenute e cercare di fare un distinguo su questi due aspetti.

Per giungere a dei risultati statisticamente rilevanti si è reso necessario misurare il benessere emotivo utilizzando la scala di Cantril. E’ stata quindi creata una matrice di correlazione tra varie condizioni personali e tre diversi impatti sul benessere: positive affect, blue affect (preoccupazione e ansia nella media) e stress. E’ stato poi definito un quarto parametro definito Ladder, allo scopo di valutare su una scala da 1 a 10 i precedenti 3 parametri.

Il risultato dello studio

L’output dello studio è il precedente. Sulle ascisse abbiamo il reddito annuale e sulle ordinate i punteggi per parametro (influenza positiva, non blu ossia non preoccupato o in ansia nella media) e non stressato. Poi c’è una linea tratteggiata in grassetto che è il parametro Ladder e sull’asse di destra ci sono i suoi valori medi.

Il risultato è una soglia di reddito annuale tale per cui non aumenta il benessere emotivo ma aumenta solamente una percezione soddisfacente della vita che abbiamo di noi stessi. Tale soglia è stata individuata mediamente (sul campione analizzato) a 75.000 $.

Possiamo quindi dire che sopra ad un valore medio di 75.000 $ di reddito annuale più soldi non comprano la felicità.

Fino a quel valore, la mancanza di denaro causa stress e preoccupazione. Oltre quel valore, le persone sono emotivamente soddisfatte (nel senso che hanno a disposizione risorse e tempo sufficienti per sentirsi bene e fare le esperienze che desiderano fare). Un incremento ulteriore non causa miglioramenti di benessere emotivo, ma soltanto di soddisfazione percepita da noi stessi per la nostra condizione.

Lo studio ovviamente prende in considerazione livelli di reddito stabili, non variazioni repentine di reddito che potranno causare gioia (se positive) o stress (se negative) a prescindere dal target dei 75.000 $.

Qual è il rapporto tra ricchezza e felicità?

Cosa significa essere ricchi? La mia personale definizione di ricchezza è la quantità di reddito annuo sufficiente tale per cui sono emotivamente sereno. La possibilità di non pensare più al denaro come un problema ma una opportunità per fare ciò che voglio fare è ciò che contraddistingue una persona ricca.

La soglia dei 75.000 $ è un valore puramente indicativo, tarato su un campione di abitanti degli Stati Uniti che sicuramente abitano zone eterogenee. Per fare un esempio, il benessere emotivo di avere un reddito annuale di 75.000 $ in paesino sperduto dell’entroterra statunitense sarà diverso rispetto al benessere emotivo di avere un reddito di 75.000 $ per un cittadino di Manhattan o di San Francisco.

Stessa cosa se portiamo il dato su suolo italico. Abitare a Milano o a Caltanissetta richiede un reddito annuale diverso per non soffrire di stress o ansia dati dalla mancanza di denaro.

In conclusione

Al di là del risultato puramente indicativo della soglia di reddito annuale richiesta, il rapporto tra ricchezza e felicità e ben diverso da quello a cui siamo sempre stati abituati a sentire.

I soldi aiutano a stare emotivamente meglio, ma il benessere generato non è proporzionale ad ogni livello di reddito. C’è una soglia tale per cui il benessere emotivo si appiattisce ed entra in gioco una valutazione di soddisfazione personale che nulla ha a che vedere con la felicità, ma è un semplice appagamento temporaneo dato dalla situazione economica nella quale ci troviamo.

In soldoni, non è detto che Bill Gates, Jeff Bezos o Warren Buffett stiano emotivamente meglio rispetto ad un impiegato che abita in provincia, con due figli e che riesce quotidianamente a ritagliarsi del tempo per se stesso e per la famiglia.

Come ho detto più volte sulle pagine di questo blog, il denaro è uno strumento e come tale deve essere impiegato per il raggiungimento dei nostri obiettivi. Non ha alcun senso impelagarsi in una spasmodica ricerca di denaro fine a se stesso, ma dobbiamo fare in modo di sfruttare il denaro e non di essere sfruttati da esso.

Grazie per la lettura.

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